Covid svuota culle: «Più figli per il lockdown? Una bufala, mai così pochi nati»

Covid svuota culle: «Più figli per il lockdown? Una bufala, mai così pochi nati»

di Mario Fabbroni

«Se il lockdown doveva spingere gli italiani a fare più figli perché costretti a stare chiusi in casa per almeno due mesi, allora il fallimento di questa previsione è totale. Basta guardare i dati delle nascite nel 2020: non eravamo mai scesi tanto in basso...».
Scuote la testa Luigi Orfeo, neo presidente della Società Italiana di Neonatologia (Sin). Napoletano, Orfeo da anni dirige a Roma il Centro Nascite del Fatebenefratelli all'Isola Tiberina. Dove però i neonati sono davvero stati tanti nell'anno più nero della pandemia: 3500.
In Italia addirittura 20mila nascite in meno: come si può invertire il trend negativo?
«Con un vero Family Act, un patto che il Governo deve stringere oggi con le famiglie per garantire le future generazioni. Faccio un appello a Draghi».
Quale?
«Mai come ora ci sono i fondi per cambiare la mentalità delle persone. Bisogna infondere concretamente fiducia. I figli devono essere una risorsa, non un peso da evitare».
Il neo presidente della Società Italiana di Neonatologia cosa suggerisce?

«Di imitare i principi del quoziente familiare che vige in Francia. Chi fa figli deve ricevere sostanziosi benefici fiscali, scolastici ma anche lavorativi, specie per le donne. Il paradosso - per noi italiani - è che nei Paesi che premiano davvero le donne lavoratrici, si fanno più figli».
Nel Belpaese invece cosa accade?
«Che le donne in età fertile, tra i 20 e i 30 anni d'età, sono sempre di meno. E ora c'è anche il crollo delle nascite tra gli immigrati. Un disastro».
Quanto incide il Covid?
«Conta molto più la paura. Ma il Covid non si trasmette in allattamento, i bimbi con il virus sono rari (2.2%) e, tra questi, il 78% è asintomatico mentre il 22% ha pochi sintomi. Sono invece in aumento le nascite premature: dal 7% all'11,2%».
Per le donne in gravidanza il vaccino è consigliato?
«Certo, e per fortuna sono in aumento. L’1.6% di neonati è risultato positivo al tampone eseguito entro le 48 ore di vita, un restante 2.6% solo ad un secondo tampone eseguito successivamente durante il ricovero della nascita».


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Ultimo aggiornamento: Lunedì 15 Novembre 2021, 22:51
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