Germania, lockdown duro per le feste. L'Italia pensa a shopping e cenone
di Carlo Fiorini

Germania, lockdown duro per le feste. L'Italia pensa a shopping e cenone

Strade dello shopping affollate, oltre 72.000 tra bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi che riaprono i battenti grazie al rientro in zona gialla. L'Italia va così, senza troppi freni, verso le feste di Natale. E lo fa proprio mentre la Germania invece, come ha annunciato ieri la Merkel, scenderà in trincea contro il Covid: dal 16 dicembre al 10 gennaio chiusura dei negozi non essenziali, (bar e ristoranti già erano chiusi dal 2 novembre) didattica a distanza e forti limitazioni agli spostamenti. Insomma, si chiude tutto per le feste, proprio per non compromettere la ripresa delle attività produttive a gennaio e non trovarsi a dover fare un lockdown quando si dovrà tornare al lavoro e a scuola.

 

 

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È decisamente una filosofia agli antipodi di quella della Germania, quella che guida i governanti italiani, ma anche i governati, per i quali l'unico obiettivo sembra sia quello di salvare feste e cenoni.

 


Le vie dello shopping erano comunque già vuote in questo weekend nelle città tedesche. E pensare che i numeri della Germania sono ben lontani dai nostri: ieri con gli altri 484 morti siamo arrivati 64.520 deceduti da inizio pandemia, mentre la Germania con i suoi 20 milioni di abitanti in più è a quota 21.900. Una differenza di atteggiamento che tutti dovrebbero cogliere.

 

Come ha fatto proprio ieri il direttore scientifico dello Spallanzani di Roma Giuseppe Ippolito, secondo il quale stiamo andando dritti verso la terza ondata. «Tre giorni fa - ha detto Ippolito - quando le Germania ha fatto registrare 590 morti su una popolazione superiore agli 80 milioni di abitanti, la cancelliera Merkel è andata in televisione a implorare i tedeschi di seguire le regole. In Italia, che di abitanti ne ha 20 milioni in meno, abbiamo una media di 600 morti al giorno dall'inizio di novembre e la cosa sembra non interessare nessuno».

 


Ieri in serata, forse perché il giro di vite tedesco ha acceso un barlume di ragione nei nostri politici, c'è stato un vertice dei ministri Pd con Zingaretti per chiedere «misure più stringenti». Ma a quanto si sappia finora, la stretta sarebbe comunque ridicola: in pratica, e ancora non è deciso, zona rossa o arancione per tutti, ma solo nei giorni festivi, quando il danno è ormai fatto. Invece, e questa è ormai certezza, si stabilisce una deroga sugli spostamenti tra piccoli comuni. Ma anche solo i dati dei contagi di ieri consiglierebbero una stretta vera: 17.938 nuovi casii a fronte di 152.697 tamponi e il tasso di positività salito all'11,7%, contro il 10,1% del giorno prima.
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 14 Dicembre 2020, 16:06
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