Covid, lunedì si torna a sciare nelle regioni gialle ma Ricciardi tuona: Fermare tutto. Anche il Cts contrario

Covid, lunedì si torna a sciare nelle regioni gialle ma Ricciardi tuona: Fermare tutto. Anche il Cts contrario

Lunedì 15 febbraio riaprono gli impianti da sci, ma potrebbe durare molto poco. Il Cts e il Governo hanno dato il via libera alla riapertura degli impianti, anche se con rigide regole da dover rispettare e far rispettare. Purtroppo però le nuove varianti del Covid si stanno diffondendo in diverse regioni e spaventano gli esperti che potrebbero decidere per una sospensione e un'ulteriore proroga.

 

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Il calendario delle riaperture scatta da lunedì 15 febbraio con gli impianti in Lombardia e in Piemonte, seguiti da quelli in Veneto, dove il governatore Luca Zaia ha fissato la ripartenza della stagione sciistica per mercoledì 17 febbraio, così come in Trentino. Giovedì 18 febbraio sarà la volta delle piste in Val d’Aosta e il 19 in Friuli Venezia Giulia. Tutte le regioni gialle dal 15 potranno riaprire dovendo far rispettare le distanze di sicurezza, la capienza del 50% degli impianti di risalita e l'uso delle mascherine FFP2. Apertura rimandata invece per le regioni in zona arancione, quindi non potranno far riaprire gli impianti di Abruzzo, Liguria, Toscana, e la provincia autonoma di Trento.

 

La situazione però non sembra essere troppo distesa, i contagi preoccupano, soprattutto la diffusione delle varianti di Covid, quella inglese e quella brasiliana. A tal riguardo il ministero della Salute, Roberto Speranza, preoccupato dagli ultimi dati, sembra intenzionato a convocare gli esperti per capire se l’apertura degli impianti possa essere ulteriormente prorogata se dovessero emergere eccessivi rischi legati all’andamento epidemiologico. Una decisione che Speranza dovrà valutare anche la neoministra alle Autonomie regionali, Maria Stella Gelmini.

 

Da quanto si apprende nel documento dell'Iss sull'incremento della circolazione delle varianti ci sono «numeri alquanto preoccupanti» perciò, dopo un'attenta valutazione dei dati, gli esperti del Cts scrivono di aver consigliato di «evitare ulteriori riaperture».

 

Sarebbe quindi questa l'indicazione che il Cts ha dato in risposta a un quesito del ministero della Salute, nel corso della riunione di venerdì scorso, sull'opportunità di aprire gli impianti sciistici alla luce della situazione delle varianti virali.
Gli esperti del comitato hanno sottolineato che sono mutate le condizioni epidemiologiche, ribadendo che la decisione spetta comunque al governo.

 

«In questo momento le attività che comportino assembramenti non sono compatibili con il contrasto alla pandemia da Covid-19 in Italia ed gli impianti da sci rientrano in tali attività. Non andrebbero riaperti». Lo afferma all'ANSA Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. «Non dimentichiamo - ha sottolineato Ricciardi - che la variante inglese è giunta in Europa proprio 'passandò dagli impianti di risalita in Svizzera»

 

 


Ultimo aggiornamento: Domenica 14 Febbraio 2021, 19:09
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