Covid, il Cts verso lo scioglimento: «Chiuderà con la fine dello stato di emergenza»

L'annuncio arriva , ma non tutti sono favorevoli

Covid, il Cts verso lo scioglimento: «Chiuderà con la fine dello stato di emergenza»

Con la fine dello stato d'emergenza Covid, prevista per il 31 marzo, potrebbe essere sciolto il Comitato tecnico scientifico che in questi due anni di pandemia ha affiancato il Governo, fornendo consulenze sulle misure da intraprendere per affrontare la pandemia. L'annuncio è arrivato da Fabio Ciciliano, membro del Cts, ma l'ipotesi divide gli esperti.

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Ciciliano: «Giusto lo scioglimento del Cts»

«Il Cts è una struttura d'emergenza, nata con e per la pandemia. Con la fine dell'emergenza è destinata a sciogliersi. Lo prevede la legge, se rientriamo nella gestione ordinaria torneremo ad affiancare i Ministeri competenti. Sono stati due anni difficili da dimenticare, nel bene e nel male. Le sensazioni si sono alternate, a più riprese. Dall'angoscia iniziale, quando il Paese era chiuso, all'ottimismo di oggi. Anni contraddistinti da travaglio interiore. Noi elaboravamo pareri senza conoscere il nemico invisibile, il virus, di cui non si sapeva nulla. Finalmente oggi le condizioni per guardare lontano ci sono tutte» - spiega Fabio Ciciliano al Corriere della Sera - «Aspettiamo ancora qualche settimana per essere certi di poter saltare di gioia. L'indice di trasmissione del virus Rt e il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e nei reparti di medicina sono parametri in discesa veloce. Le proiezioni dicono che continuerà così. Il miglioramento è sostanziale. Nelle precedenti ondate la discesa non è mai stata tanto ripida. Anche nel 2020 il calo fu deciso ma l'Italia usciva da un lockdown molto duro. Ora il merito è dei vaccini e del senso di responsabilità esibito dalla quasi totalità dei cittadini. La variante Omicron è stata meno aggressiva delle precedenti dal punto di vista clinico e ci ha dato una mano».

Cts, Bassetti: «Con la normalità ok stop ordini da Roma»

«Il Cts con la fine dell'emergenza, che mi auguro sia il 31 marzo, non sarà più determinante. Ci saranno altri tavoli che potranno gestire la situazione. Si può uscire dalla logica che per fare qualcosa dobbiamo aspettare che si riunisca il Cts, decida e solo dopo venga approvato. Uscire dalla fase pandemica vuol dire tornare alla normalità ovvero che questa è una malattia infettiva come le altre che già affrontiamo. E quindi non ha più bisogno di ordini che vengono da Roma, ma si può gestire dal punto di vista clinico e sanitario come già facciamo con le altre malattie infettive». Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, commentando la possibilità che con la fine della pandemia possa arrivare lo scioglimento del Comitato tecnico scientifico. 

Cts, Lopalco: «Io lo terrei, non costa molto allo Stato»

Contrario allo scioglimento del Cts è invece l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco. «Il Cts non costa molto allo Stato, lo terrei. È un gruppo di esperti che può essere utile», ha spiegato l'ex assessore alla Salute della Puglia e docente all'Università del Salento.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 3 Febbraio 2022, 16:52
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