Adriano, Chiara e gli altri 40mila: il Covid uccide dai 19 ai 90 anni
di Simone Pierini

Covid, Adriano Chiara e gli altri 40mila: il virus uccide dai 19 ai 90 anni

Adriano Trevisan di Monselice, 78 anni, la prima vittima Covid in Italia. Era la notte tra il 21 e il 22 febbraio scorso. Chiara Cringolo, 21 anni, morta solamente tre giorni fa alle Molinette di Torino, senza alcuna patologia pregressa. Due nomi, due storie molto diverse nel mezzo di oltre quarantamila anime che il maledetto virus si è portato via in soli otto mesi. Impossibile raccontarle tutte, una per una. Ma chi erano, quanti anni avevano, di che patologie soffrivano? Attraverso il report dell’Istituto superiore di sanità è possibile stilare un profilo. Su un totale di 40.212 decessi analizzati - dati aggiornati al 4 novembre - 23.093 erano uomini e 17.119 donne. Il 45,6% abitava in Lombardia, il 12% in Emilia Romagna, il 10,6% in Piemonte e così a scendere fino al Molise fermo allo 0,1%. 188 erano operatori sanitari.

 

MORTI DI COVID. La certezza è che sono morte di Covid perché almeno il 90,9% di loro sono entrate in ospedale soffrendo di sintomi riconducibili al Sars-Cov2: polmonite, insufficienza respiratoria, febbre, dispnea, tosse. Che, uniti a precedenti malattie, hanno contribuito ad abbattere un sistema immunitario più vulnerabile. Solo il 9,1% invece ha varcato gli ingressi delle strutture sanitarie per diagnosi diverse dall’infezione. La complicanza che ha portato al decesso per il 94% dei casi è l’insufficienza respiratoria, seguita da un danno renale acuta per il 23,3%, la sovrainfezione per il 19,2% e danno miocardico acuto per l’11%.

 

SOTTO I 50 ANNI. Avevano meno di 50 anni 623 vittime. Quattro erano bambini da zero a nove anni (che già soffrivano di gravi patologie), tredici erano ragazzi da venti a ventinove anni, ottantuno ne avevano da trenta a trentanove, 350 da quaranta a quarantanove, 1388 da cinquanta a cinquantanove.

 

GLI ANZIANI. La strage degli anziani: così si può riassumere l’effetto Covid. Quasi quattromila vittime (3981) avevano da sessanta a sessantanove anni, 10.323 da settanta a settantanove, 16.533 da ottanta a ottantanove (la fascia più colpita), 7353 da novanta in su.

 

PATOLOGIE. Sull’analisi di poco più di cinquemila cartelle cliniche dei deceduti il numero medio di patologie pregresse emerso è di 3,5. Complessivamente, 173 pazienti (3,4% del campione) non presentavano alcuna malattia, 662 (13,1%) presentavano una patologia, 962 (19,1%) ne presentavano due e 3250 (64.4%) presentavano tre o più patologie. La malattia più diffusa rilevata è l’ipertensione arteriosa, di cui soffrivano 3317 persone, seguita da cardiopatia ischemica e diabete (oltre 1400) e da fibrillazione atriale e demenza (sopra i mille). Sono invece 868 le persone che erano malate di cancro.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 12 Novembre 2020, 16:02
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