Covid, il contagio ora è esponenziale: non solo più tamponi, ricoveri come marzo
di Simone Pierini

Covid, il contagio ora è esponenziale: non solo più tamponi, ricoveri come marzo

Il doppio rispetto alla scorsa settimana, quattro volte tanto rispetto a due settimane fa, sette volte tanto rispetto a tre settimane fa. È l'andamento esponenziale del contagio (inteso tra lunedì e mercoledì) che ieri ha registrato un nuovo picco arrivando a superare i quindicimila casi positivi in più in un giorno, di cui oltre quattromila solo in Lombardia. Un inizio settimana nero con 35.411 casi in tre giorni, seppur accompagnato da un altro record di tamponi (177mila in sole ventiquattro ore). 


DECESSI Sale, impietoso, anche il dato dei decessi: sono 127 le vittime registrate ieri - 289 da lunedì - che portano il totale a 36.832. Venti provengono dalla Lombardia, sedici dal Lazio, quattordici dal Veneto, tredici dalla Toscana, undici dalla Sicilia e dalla Campania. Numeri che - secondo gli esperti - fanno riferimento a un contagio avvenuto almeno una decina di giorni fa quando i numeri in Italia viaggiavano attorno ai cinquemila casi al giorno. Ora siamo a tre volte tanto, e, purtroppo, si teme che anche questo dato possa salire nei prossimi giorni.


NON SOLO PIÙ TAMPONI Aumentano i test e quindi crescono i positivi, dicono in molti per giustificare l'impennata. Affermazioni che vengono tuttavia smentite dalle percentuali. Negli ultimi due mesi il rapporto tra positivi e tamponi effettuati e - in maniera ancora più precisa - tra positivi e casi testati è schizzato verso l'alto. Il 21 agosto la prima percentuale era dell'1,3%, la seconda del 2,1%. Il 21 settembre, un mese dopo, sono salite al 2,4% e al 3,3%. Ieri sono arrivate all'8,5% e al 14,2%. 


REGIONI CRITICHE In numeri assoluti - detto dell'impennata in Lombardia (con Milano centro del contagio) - sono Piemonte, Campania, Veneto e Lazio le regioni con più casi giornalieri. Ma secondo il rapporto tra positivi e casi testati emerge il caso della Valle d'Aosta dove la situazione sembra sfuggita dal controllo con un positivo ogni due persone sottoposte a tampone. Uno su quattro invece in Liguria e uno su cinque nella provincia autonoma di Bolzano. Leggermente sotto - ma sempre in una situazione critica - ci sono Veneto, Umbria oltre alle stesse Piemonte, Lombardia e Campania. 


RICOVERI COME MARZO Se il confronto tra i casi di questi giorni e quelli di marzo non regge per l'enorme differenza di tamponi (e la mole di asintomatici rilevati adesso), diverso è il paragone con la situazione negli ospedali. Come per i decessi, il numero dei ricoveri rappresentano il dato ideale per comprendere meglio l'andamento dell'epidemia. Con le oltre novemila persone ospedalizzate e 926 in terapia intensiva dichiarate nell'ultimo bollettino della protezione civile viaggiamo sui numeri del 10-11-12 marzo. Oggi abbiamo più persone ricoverate in altri reparti ma circa le stesse persone in rianimazione. La differenza sta nella ripartizione: sette mesi fa il 60-70% occupavi reparti degli ospedali lombardi, ora è più omogeneo con Lombardia e Lazio che guidano la carovana.


riproduzione riservata ®


Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Ottobre 2020, 09:50
© RIPRODUZIONE RISERVATA