Covid, nel 2020 100.526 morti in più: mai così tanti dal Dopoguerra
di Valeria Arnaldi

Covid, nel 2020 100.526 morti in più: mai così tanti dal Dopoguerra

Quasi 750mila decessi - per la precisione, 746.146 - ben 100.526 oltre la media, con un aumento di mortalità del 15,6%, nel 2020, rispetto alla media del quinquennio 2015-2019. Si tratta del dato di mortalità più alto mai registrato, nel nostro Paese, dal Dopoguerra in poi. A sottolineare il drammatico conto è il nuovo rapporto Istat-Iss sull'impatto del Covid in Italia.

 

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Le bare sui camion militari, a Bergamo, tornano subito alla memoria. Era la sera del 18 marzo 2020. Non è stato quello, però, stando ai dati, il giorno in cui si è registrato il maggior numero di decessi. Dieci giorni dopo, il 28 marzo, si è toccato il picco, con un totale di 928 vittime. La curva dei decessi ha registrato una seconda fase di crescita a partire da settembre 2020 e un aumento di casi. Il dato sulle vittime è rimasto, però, lievemente più basso. Nella seconda ondata il livello più alto di decessi è stato registrato il 19 novembre con 805 morti. Le ragioni di tale differenza sarebbero da ricercare nella maggiore quantità di diagnosi di casi asintomatici e relativamente giovani, quindi con un minor rischio di morte.
Le cifre rimangono comunque imponenti. Sono stati oltre quarantamila - 42.957 - i decessi nei primi quattro mesi del 2021. Prendendo in esame solo marzo e aprile scorsi sono stati 21.0004 a fronte dei 30.064 dello stesso periodo dell'anno prima. Tra le vittime, perlopiù uomini: il 56,7% dall'inizio della pandemia. Al Nord - dove si è registrato il71% dei decessi - le regioni con gli aumenti più alti: Piemonte, Valle D'Aosta, Lombardia e la provincia autonoma di Trento. Solo il Lazio ha riportato un tasso di mortalità, nel 2020, leggermente inferiore al quinquennio precedente.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 11 Giugno 2021, 07:43
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