Concordia, 10 anni dopo quel tragico inchino che spense la vita di 32 persone
di Enrico Chillè

Concordia, 10 anni dopo quel tragico inchino che spense la vita di 32 persone

La sera del 13 gennaio 2012 l'incidente al largo dell'Isola del Giglio: cosa accadde quella notte

Dieci anni. Tanti ne sono passati da quel maledetto 13 gennaio 2012, quando la Costa Concordia è diventata il Titanic d'Italia. È un limpido venerdì sera, sono le 21 e 44 quando con tutte le luci accese l'immensa nave da crociera si avvicina agli scogli dell'isola del Giglio per un inchino, un omaggio a un maître della nave che ha casa lì. Una manovra sconsiderata che innesca uno dei peggiori disastri marittimi della storia.

 

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L'urto sul basso fondale provoca uno squarcio, la nave comincia a imbarcare acqua. A bordo ci sono 4229 persone, tra equipaggio e passeggeri. Sono tutti vestiti eleganti per l'ultima cena, durante la tappa finale della crociera nel Mediterraneo a bordo di una delle navi più grandi e lussuose del mondo. I motori vanno in tilt, i passeggeri capiscono che c'è qualcosa che non va, ma l'allarme arriva solo dopo un'ora. La nave si appoggia sul lato destro, equipaggio e passeggeri cercano di mettersi in salvo, al buio e al gelo. È il panico.

 

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Ci sono molti gesti eroici, a bordo, come quelli del musicista Giuseppe Girolamo e del cameriere Russel Rebello, che sacrificano la loro vita per consentire agli altri di salvarsi. Ma c'è anche l'infamia del comandante Francesco Schettino: contrariamente ai propri doveri, non è l'ultimo a lasciare la nave. Anzi è già sull'isola quando l'allora capitano di fregata della Capitaneria di Porto di Livorno, Gregorio De Falco, lo chiama e gli intima di tornare sulla nave, con quel famigerato «Vada a bordo, cazzo».

 

 


Le operazioni di soccorso sono lunghe e delicate. Alla fine, il bilancio è di 110 feriti e 32 morti (27 passeggeri e 5 membri dell'equipaggio). Dei 12 indagati, 11 patteggiano e l'unico a processo è Schettino, poi condannato in via definitiva a 16 anni: omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio e abbandono di nave. La Concordia rimane sugli scogli del Giglio per oltre un anno e mezzo: è il 23 luglio 2014 quando il relitto, rimesso in galleggiamento, parte per Genova, dove sarà smantellato. In tutto quel tempo, il Giglio smette di essere un'isola paradisiaca al centro del Tirreno e diventa il centro del mondo: prima con l'arrivo di cronisti da ogni continente, poi col triste fenomeno del turismo macabro, con selfie davanti al relitto. Tra i sopravvissuti, c'è chi non è più riuscito a tornare al Giglio e chi ci sarà invece oggi, nel giorno della memoria.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 14 Gennaio 2022, 12:54
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