Coronavirus, l'Ue: «Non prenotate le vacanze». E Bonaccorsi replica: «In Italia si andrà al mare»
di Stefania Cigarini

Coronavirus, l'Ue: «Non prenotate le vacanze». E Bonaccorsi replica: «In Italia si andrà al mare»

La sottosegretaria Lorenza Bonaccorsi  sfida la presidente della Commissione europea, Ursula von Der Leyen sulle vacanze estive. La tedesca von Der Leyen - intervistata nei giorni scorsi dalla Bild sui programmi estivi dei cittadini dell’Unione - aveva detto: «Consiglierei di aspettare. Nessuno può fare previsioni affidabili per luglio e agosto, al momento». Ieri è arrivata la replica di - a distanza - di Bonaccorsi, sottosegretaria del Mibact/Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, interpellata da RaiNews24. 

La Bonaccorsi ha detto: «Andremo al mare questa estate. Stiamo lavorando per far sì che possa essere così a partire dagli atti amministrativi necessari per gli stabilimenti, immaginando una serie di normative prese con il comitato tecnico scientifico, che contemplano l’ipotesi di un distanziamento». Il sostanziale “non prenotate” della von Der Leyen era già contestato da Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi: «Ritardando le prenotazioni i posti di lavoro si squaglieranno come neve al sole». Bonaccorsi ha anche aggiunto che sono allo studio misure per lo sviluppo di un “turismo di prossimità” che favorisca i borghi rispetto alle aree più affollate. E una “fase tre” per il «riposizionamento strategico dal punto di vista del marketing e della comunicazione del nostro paese».

CORTINA E L'AMPEZZANO  (di Domenico Zurlo) - Dopo una Pasqua blindata, con controlli alle targhe delle auto e sulle seconde case, anche Cortina d’Ampezzo inizia a pensare alla stagione estiva: una stagione che rischia di essere stroncata dall’emergenza sanitaria Covid-19. L’amministrazione, col braccio operativo Cortina marketing, pochi giorni fa ha incontrato albergatori e commercianti per elaborare le giuste strategie. L’idea è quella di proporre esperienze per attrarre ospiti diversi, con proposte specifiche per chi ama la natura, chi cerca una vacanza all’insegna del benessere e chi non può rinunciare alle bontà gastronomiche del territorio. Ma sembra ormai scontato che ci sarà un crollo nel numero di turisti stranieri, e anche tra gli italiani, duramente colpiti dal punto di vista economico. Ieri il sindaco Ghedina ha postato sui social le immagini delle deserte strade cortinesi, parlando di “silenzio assordante”. Il focus, oltre l’estate, si sposterà poi verso febbraio 2021, quando dovrebbero tenersi i Mondiali di sci, dopo l’annullamento delle finali di sci alpino di un mese fa.


LA RIVIERA ROMAGNOLA (di Domenico Zurlo) - Sulla Riviera Romagnola il weekend pasquale è passato ai limiti del surreale: strutture chiuse e spiagge deserte, al contrario di quanto accaduto negli ultimi anni, quando Rimini e dintorni avevano vissuto in questi periodi veri e propri assaggi estivi. Con l’estate che subirà il contraccolpo del lockdown delle ultime settimane e la graduale “fase 2” che inevitabilmente colpirà il turismo, i comuni e la Regione Emilia Romagna si preparano ad una stagione quanto più allungata: l’idea, al fine di limitare i danni, è quella di tenere aperti gli stabilimenti fino ad autunno inoltrato, nella speranza che le condizioni meteo siano clementi come negli ultimi anni. Per le inevitabili misure di sicurezza sulle distanze minime, in ogni caso, aperitivi e feste in spiaggia saranno solo una chimera: “Bisogna fare di tutto perché ottobre diventi un nuovo luglio”, la speranza del sindaco di Rimini Andrea Gnassi. A patto che l’autunno parta in ritardo.

IL LITORALE LAZIALE (di Domenico Zurlo) - Inizia timidamente la fase 2 dell’emergenza coronavirus, ma quello che preoccupa di più nel settore turistico è la stagione estiva ormai alle porte: sul litorale romano, in particolare a Ostia, si parla già di quali saranno le misure da adottare per fruire in sicurezza del mare e degli stabilimenti balneari, ma le incognite sono tante. In primis l’obbligo di distanziamento tra le persone sotto gli ombrelloni, ma anche quelle che saranno le sostanziali difficoltà di ogni stabilimento a far rispettare i divieti di assembramento in molteplici situazioni, dal bagno in mare alla fila per l’ingresso, fino al semplice uso del bar o del ristorante (risolvibile però con un potenziamento del servizio ai tavoli o agli ombrelloni). 
In più c’è un altro problema, quello della manutenzione degli stabilimenti, impossibile da effettuare in queste settimane: sollecitazioni sono arrivate da sindacati e imprenditori nei confronti sia della sindaca Raggi sia del governatore del Lazio Zingaretti, per non perdere altre settimane preziose in una stagione che sembra ormai destinata a patire gli effetti della pandemia.


 


Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Aprile 2020, 09:23
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