Coronavirus, anche i criminali in "quarantena": delitti in calo del 75%
di Silvia Natella

Coronavirus, anche i criminali in "quarantena": delitti in calo del 75%

In piena emergenza coronavirus anche i criminali restano a casa. Si calcola che nel mese di marzo i delitti abbiano subito un calo del 75%. Si sarebbero registrati meno crimini quali furti, rapine, violenze sessuali o sfruttamento della prostituzione. È quanto risulta dal dossier pubblicato oggi sul sito del ministero degli Interni. Le misure restrittive contro gli spostamenti hanno dunque inciso sulla criminalità.  

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Il Viminale ha analizzato il periodo che va dall'1 al 22 marzo, ben oltre le settimane dell'isolamento forzato in tutta Italia. Sembra che in questo lasso di tempo siano stati commessi 52.596 delitti a fronte dei 146.762 dello stesso periodo dell'anno scorso. Il report è stato elaborato dalla Direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento della pubblica sicurezza.

Andando nello specifico, è possibile soffermarsi su diverse tipologie di reati. In particolare - si legge sul sito del ministero degli Interni - la diminuzione più rilevante riguarda alcuni reati quali lo sfruttamento della prostituzione (-77%), le violenze sessuali (-69%), i furti in genere (-67,4%), i furti in abitazione (-72,5%), i furti con destrezza (-75,8%), le rapine in uffici postali (-73,7%) ed una diminuzione meno rilevante altri reati quali le rapine (-54, 4%) e quelli inerenti gli stupefacenti (-46%).

Si evidenzia, inoltre, che nel periodo in esame, confrontato con l'analogo periodo dell'anno precedente i maltrattamenti in famiglia registrano una diminuzione inferiore rispetto ad altri reati (-43,6%). Probabilmente quest'ultimo è influenzato da una diminuzione delle denunce, sempre più difficili se si è costretti alla "quarantena con l'orco". Anche i furti e le rapine alle farmacie denotano un decremento inferiore rispetto ad altri reati predatori (-13,8% e -24,6%).
Ultimo aggiornamento: Giovedì 26 Marzo 2020, 18:50
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