Coronavirus, la specializzanda in corsia a Brescia: «Potevo tornare a Roma. Ma sono un medico, è questo il lavoro che ho scelto»
di Chiara Jommi Selleri

Coronavirus, la specializzanda in corsia a Brescia: «Potevo tornare a Roma. Ma sono un medico, è questo il lavoro che ho scelto»

Sara Cicchinelli, 29 anni, è al terzo anno di specializzazione. Quattro mesi fa è partita per studiare a Brescia, in uno degli ospedali che si trova ora al centro dell'emergenza Covid 19. Anche se poteva tornare a casa, a Roma, ha scelto di restare.
Perché?
«Non potevo andare via: sono un medico, è questo il lavoro che ho scelto. E poi ho il dovere di tutelare il resto d'Italia dal contagio».
A Brescia il numero dei morti è spaventoso. Com'è la situazione?
«Il nostro ospedale è quasi totalmente occupato da pazienti Covid. Sono in maggioranza uomini e di tutte le fasce di età. Alcuni hanno meno di 30 anni».
Non ha paura?
«Ho scelto questo mestiere perché so di essere capace di gestire bene lo stress».
Ci sono stati momenti di sconforto?
«Mi sono ritrovata catapultata nell'emergenza, in una città e in un ospedale nuovo, senza conoscere nessuno. Vedi stare male persone che potrebbero essere i tuoi genitori oppure i tuoi nonni. Vedi parenti disperati che non sanno se rivedranno i propri cari. Vorresti consolarli ma non c'è tempo».
Che cosa fa superare le difficoltà?
«I colleghi e i tutor, che non mi hanno mai lasciata sola. Le telefonate con la famiglia. Il mio fidanzato, che a fine marzo compirà trent'anni senza di me. E poi il pensiero che un giorno tutto questo finirà».

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Marzo 2020, 09:18
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