Coronavirus, chi mente sull'autocertificazione rischia dodici anni di carcere: «È reato contro la salute pubblica»

Coronavirus, chi mente sull'autocertificazione rischia dodici anni di carcere: «È reato contro la salute pubblica»

Con l'introduzione della nuova autocertificazione il Viminale ha aggiornato la direttiva per giustificare le uscite dalle abitazioni con una “stretta” legata alle persone in quarantena perché risultate positive al coronavirus o per chi è entrato in contatto con una persona contagiata. Troppi cittadini continuano a girare per le strade. Ma chi mente potrebbe essere denunciato per reato contro la salute pubblica e rischiare fino a dodici anni di carcere

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Nei giorni scorsi il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese aveva invitato i cittadini a non infrangere le regole, dicendosi pronta a inasprire le sanzioni. «Il governo ha agito con determinazione e fermezza, adottando le decisioni ritenute necessarie. Ne valuteremo gli effetti e, se necessario, non ci sottrarremo ad altre scelte coraggiose». Le sue parole rilasciate in un'intervista al Corriere della Sera.

«Molti cittadini non hanno ancora compreso che uscire di casa senza un valido motivo e rimanere a stretto contatto con amici e parenti è da irresponsabili, perché il virus è più veloce e più furbo dei nostri piccoli espedienti per aggirare le ordinanze - ha detto Lamorgese - Le uscite in compagnia e la permanenza prolungata all'aperto costituiscono situazioni di rischio che devono essere evitate». 
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18 Marzo 2020, 12:00
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