Coronavirus, nel bergamasco 50 medici contagiati. Stop ai concorsi pubblici fino al 3 aprile

Coronavirus, nel bergamasco 50 medici contagiati. Stop ai concorsi pubblici fino al 3 aprile

Mentre l'Italia chiude tutto col nuovo decreto del Governo di ieri sera che chiude negozi, bar e ristoranti e lascia aperte solo le attività fondamentali, dalla Cina arriva la buona notizia: il picco dell'epidemia del coronavirus è stato superato, secondo il portavoce della Commissione sanitaria nazionale (Nhc), i nuovi casi stanno diminuendo e l'intera situazione rimane «a livelli molto bassi». I nuovi contagi a Wuhan, focolaio del Covid-19, sono diminuiti fino ad attestarsi a una singola cifra, con soli 8 casi riportati ieri.

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Il numero dei decessi per il coronavirus nel mondo ha superato quota 4.700 mentre i contagi hanno raggiunto i 127.749 casi. È l'ultima fotografia sull'andamento della pandemia scattata dalla Johns Hopkins. A livello globale le persone guarite sono invece 68.305. L'Italia resta, con oltre 800 decessi, il Paese più colpito dopo la Cina, seguita dall'Iran con oltre 400 decessi.

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LA DIRETTA

Ore 16.49 Stop a concorsi P.A. fino al 3 aprile «Su tutto il territorio nazionale fino al 3 aprile 2020, sono sospese le procedure concorsuali per l'accesso al pubblico impiego ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati è effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica». Lo precisa la nuova direttiva della ministra della P.a, Fabiana Dadone. Sono esclusi dallo stop anche «i concorsi per il personale sanitario» e «quelli per il personale della protezione civile, i quali devono svolgersi preferibilmente con modalità a distanza».

Ore 16.40 Nel bergamasco 50 medici infettati Nella sola provincia di Bergamo «sono ad oggi cinquanta i medici infettati», uno di questi è morto nei giorni scorsi, che con gli altri due decessi di camici bianchi in Lombardia e Veneto portano a tre le vittime fra i medici. Lo rende noto il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, nella lettera inviata al premier Conte per chiedere la sospensione dell'accesso libero dei pazienti agli ambulatori per contenere i contagi. È «a rischio l'efficacia dell'assistenza». 

Ore 16.28 Commissaria Ue salute: situazione molto grave «La situazione è molto grave: tutti devono agire in modo coerente e coordinato» per rispondere all'emergenza coronavirus. Lo scrive su Twitter la Commissaria europea per la Salute Stella Kyriakides riferendo della videoconferenza con i ministri della sanità dell'Ue. La commissaria annuncia che sarà «in contatto regolare con i ministri per coordinare le misure necessarie». 

Ore 16.00 Oms: pandemia si controlla se i Paesi non mollano «Definire il Covid-19 una pandemia non significa che i Paesi debbano mollare». Lo scrive su Twitter il direttore dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ribadendo che la decisione di definire così l'epidemia di coronavirus è stata dettata dall'esigenza di spingere alcuni governi a fare di più. «È una pandemia che si può controllare. I Paesi che decidono di non impegnarsi più sui fondamentali servizi sanitari potrebbero ritrovarsi con un problema più grande e un peso più grave», ha sottolineato.

Ore 15.40 Bimbo di 2 anni in terapia intensiva Un bambino di 2 anni è ricoverato in terapia intensiva dell'ospedale di Potsdam, in Germania. Lo scrive la Bild on line. Il piccolo è risultato positivo al coronavirus. Il professor Thomas Erler, della clinica, afferma: «io sono convinto che questo Coronavirus non si fermerà davanti a neonati e bambini». Il piccolo, proveniente da Berlino, è stato ricoverato lunedì a Potsdam, nell'ospedale più grande del Brandeburgo, perché a Berlino non c'era più posto. Da ieri è senza febbre.


Ore 15.01 Impennata di contagi nel Regno Unito Nuova impennata di contagi da coronavirus nel Regno Unito, che pure resta al momento ultimo per numero di casi fra i maggiori Paesi europei: secondo l'aggiornamento del ministero della Sanità, il totale censito a stamane è salito a 590, con un nuovo picco di 134 persone infettate in più rispetto a ieri. In Scozia intanto i contagi sono quasi raddoppiati, da 36 a 60. Il totale dei morti accertati nel Regno è intanto salito da 8 ad almeno 10, mentre i test fatti sono aumentati a quasi 30.000.

Ore 14.44 Tre positivi in Premier League È il Leicester il primo club della Premier League ad avere tre giocatori colpiti dal coronavirus. È stato lo stesso manager delle Foxes, Brendan Rodgers a rivelare il contagio dei suoi calciatori. «Abbiamo avuto alcuni giocatori che hanno manifestato sintomi e segni (di coronavirus), abbiamo seguito le procedure e sono stati tenuti lontani dal resto della squadra», le parole del tecnico del Leicester.

Ore 14.30 In Olanda 111 nuovi casi Sono 111 i nuovi casi positivi al coronavirus registrati nei Paesi bassi, il numero totale dei contagiati sale così a 614 (cinque i morti), 102 dei quali lavorano in ambito sanitario. Lo comunica l'Istituto nazionale per la sanità pubblica nel suo bollettino quotidiano. Le persone che hanno dovuto essere ricoverate in ospedale sono 86 e la provincia del Brabante Settentrionale resta la più colpita con 273 casi positivi. Secondo le autorità sanitarie, 239 delle 614 contagiate hanno contratto il virus all'estero, principalmente in Italia (193). Ventisei persone sarebbero state infettate in Austria, sette in Germania, mentre sono in corso verifiche per accertare casi di contagio avvenuti in Belgio, Mauritius, Spagna e Corea del Sud.

Ore 14.10 Cio: per Tokyo manca ancora molto «Siamo fiduciosi, il nostro impegno è per avere Giochi olimpici sicuri nel luglio di quest'anno a Tokyo sebbene il mondo si trovi ad affrontare sfide che incidono anche sullo sport. Ma con 19 settimane da qui alla cerimonia di apertura, le misure adottate ora dalle autorità di tutto il mondo ci danno fiducia». È la posizione espressa dal Cio alla luce dell'emergenza coronavirus, in una lunga dichiarazione ufficiale nel giorno dell'accensione della fiaccola olimpica.

Ore 13.55 Controlli a Roma, 7 arrestati È di sette persone arrestate e 43 denunciate il bilancio dei controlli dei Carabinieri effettuati a Roma e provincia per la verifica del rispetto delle misure urgenti decise dai vari decreti per il contenimento della diffusione del coronavirus.

Ore 13.01 Germania, oltre duemila contagiati Oltre 2.000 persone in Germania sono contagiate dal coronavirus. È quello che riportano alcuni media tedeschi, fra cui la Bild, mentre il bollettino ufficiale del ministero della Salute viene aggiornato più lentamente. I dati della Johns Hopkins University riferiscono precisamente di 2.078 casi nel Paese. Intanto si registra la quarta vittima: un 67enne del Baden-Wuerttemberg. Secondo il tabloid tedesco, sono 25 le persone finora guarite.

Ore 12.20 Oms: la pandemia è controllabile «La pandemia è controllabile». Lo ha ribadito l'Oms, dopo aver dichiarato ieri che la diffusione del coronavirus è una pandemia. Il coronavirus è una «pandemia controllabile» se i paesi mettono in campo misure per contrastarla, ha detto il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus incontrando i diplomatici a Ginevra. «Siamo profondamente preoccupati che alcuni paesi non si stiano approcciando a questa minaccia con il livello di impegno necessario», ha spiegato, secondo quanto riferisce un comunicato. 

Ore 12.09 Per Rugani febbre solo martedì Non corrisponde al vero che Daniele Rugani, il giocatore della Juventus positivo al coronavirus, sia stato sottoposto al tampone prima della partita con l'Inter. Lo si apprende da fonti vicine al club bianconero. Il difensore, secondo quanto si apprende, ha accusato qualche linea di febbre solo martedì e, alla luce dell'emergenza sanitaria, è stato sottoposto ai controlli del caso dallo staff medico del club. Attualmente il giocatore è sfebbrato e asintomatico.

Ore 12.01 Ue contro lo stop ai voli dagli Usa «Il Coronavirus è una crisi globale, non limitata a nessun continente e richiede cooperazione piuttosto che un'azione unilaterale. L'Ue disapprova il fatto che la decisione degli Stati Uniti di aumentare il divieto di viaggio sia stata presa unilateralmente e senza consultazione». Lo affermano la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ed il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. «L'Unione europea sta agendo con forza per limitare la diffusione del virus», concludono.

Ore 11.50 Positivi vertici CC a Palermo Otto ufficiali dei carabinieri alla guida dei reparti di Palermo sono risultati positivi al coronavirus. Lo conferma all'ANSA il comandante provinciale, generale Arturo Guarino, anche lui risultato positivo che si trova in questo momento in auto isolamento nella propria abitazione come tutti gli altri commilitoni. I controlli sono stati effettuati dopo che due carabinieri in servizio a Palermo erano risultati positivi.

Ore 11.30 Al via studio su farmaco per artrite «Abbiamo parlato ieri con l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) per avviare un protocollo su tutto il territorio nazionale» che possa valutare l'efficacia del farmaco testato a Napoli per la cura di effetti infiammatori gravi causati da Covid-19. Così Walter Ricciardi, membro dell'esecutivo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e consulente del ministero della Salute, durante la trasmissione Agorà su Raitre. «È un farmaco contro l'artrite reumatoide che anche i cinesi stanno utilizzando», precisa l'esperto, ma «per poter dire con certezza se sia realmente efficace va testato su molte persone e in modo serio, non soltanto su due come fatto da colleghi ci Napoli, che però hanno avviato un discorso importante». Quanto ai tempi per i risultati, «stiamo parlando di settimane se non mesi».

Ore 11.10 Positiva una ministra in Spagna La ministra spagnola per le Pari opportunità, Irene Montero, è risultata positiva al test del coronavirus. Lo riferiscono i media spagnoli citando un comunicato del governo. Irene Montero è anche la compagna del leader di Podemos, Pablo Iglesias, che è stato posto in isolamento.

Ore 10.59 "Danni assembramenti li vedremo la settimana prossima" «Rispetto a quello che è successo nei giorni scorsi, con movimenti di persone da nord a sud Italia e assembramenti pazzeschi nei luoghi della movida, credo ne pagheremo le conseguenze la prossima settimana, quando finirà il periodo di incubazione del virus. Mi preoccupano particolarmente Roma e Napoli». Così Walter Ricciardi, membro dell'esecutivo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e consulente del ministero della Salute, durante la trasmissione Agorà su Raitre. Quanto all'aumento dei casi in Italia, prosegue Ricciardi, «dovremo aspettare almeno due settimane per vedere una diminuzione: questa settimana continueranno a aumentare; la prossima speriamo si stabilizzino, ma soprattutto vedremo altri paesi trovarsi nella situazione in cui era l'Italia». Questo è «un problema mondiale, perciò dobbiamo intraprendere azioni di contenimento e mitigazione tutti insieme, altrimenti il virus continuerà a circolare».

Ore 10.40 Ricciardi: sarà una lunga guerra «È bene che ci cominciamo a abituare a una guerra lunga, la Sars che era meno contagiosa finì verso maggio-giugno. Questa è molto più contagiosa della Sars e io ho l'impressione che, se ci va bene e lavoriamo tutti insieme, dovremo arrivare all'estate». Tanto bisognerà attendere prima di tornare a avere una vita 'normalè, secondo Walter Ricciardi, membro dell'esecutivo dell'Oms e consulente del ministero della Salute, durante la trasmissione Agorà su Raitre.

Ore 9.55 Rugani: "Sto bene" «Ci tengo a tranquillizzare tutti coloro che si stanno preoccupando per me, sto bene. In questo momento però sento ancora di più il dovere di ringraziare tutti i medici e gli infermieri che stanno lottando negli ospedali per fronteggiare questa emergenza». Così, in su Instagram, Daniele Rugani (Juventus) primo calciatore di serie A positivo al Coronavirus. «Invito tutti a rispettare le regole - prosegue- perchè questo virus non fa distinzioni! Facciamolo per noi stessi, per i nostri cari e per chi ci circonda #grazie».
Ore 9.35 Roma deserta e senza turisti Una città deserta, con i monumenti senza turisti e le strade vuote. Si risveglia così Roma, dove sono tangibili gli effetti del nuovo decreto emanato ieri dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte. Un giovedì molto simile ad una domenica d'agosto, con pochissime auto in giro e i mezzi pubblici praticamente vuoti. Davanti la fontana di Trevi una pattuglia della Polizia Locale, a monitorare la situazione, mentre un paio di operai - mascherina sul viso - attraversano la piazza per raggiungere il cantiere poco distante. Stessa situazione davanti ai monumenti di tutta la Capitale, da piazza Navona a piazza Venezia. Saracinesche abbassate ovunque, anche negli storici bar aperti h24 nel centro della città. Le uniche insegne posticce segnalate sono quelle per i tabaccai e le edicole che restano aperte, seppur con un afflusso irrisorio di persone. Aperte anche farmacie e parafarmacie, mentre nelle storiche vie dello shopping regna il silenzio. Da via Condotti a via Cola di Rienzo i negozi di abbigliamento sono tutti chiusi, così come centri benessere, parrucchieri o estetisti. Più in periferia i mattinieri ne approfittano per fare una sgambata di corsa, anche se non è ancora chiaro se, in seguito alle disposizioni più stringenti di ieri, sia ancora possibile fare jogging mantenendo la distanza di sicurezza. «Nel dubbio sono uscito per allenarmi un pò», le parole di un runner con la bocca coperta dallo scaldacollo nella rigida mattinata romana.

Ore 9.25 Anche Milano è deserta Milano appare deserta, una città ancora più nuda, il giorno del debutto delle nuove misure decise dal governo per contrastare l'epidemia da coronavirus. La notte pare di dormire in una casa di campagna, senza però il cinguettio degli uccelli. Silenzio e basta. Alle 8.30 del mattino la città, che nella normalità è brulicante di auto e pienamente operativa, ha un aspetto irreale. Ora si incontra a stento qualche auto, rare le persone alle fermate degli autobus peraltro ridotti nelle corse. Chiusi bar, negozi, centri estetici, a tirare su le serrande sono solo i tabaccai, i meccanici, le poche edicole che ancora sopravvivono alla crisi dei giornali, qualche farmacia, il fruttivendolo comincia espone la propria merce fuori al negozio mentre le pompe di benzina non sono tutte aperte. Si incrociano camion di merci e furgoni di formai. Nella piazza Duca d'Aosta su cui si affaccia la stazione centrale, non c'è vita. Le poche persone che si trovano per strada, nella città che fa della fretta la propria cifra, hanno un passo lento, sguardi bassi, molti sono in strada solo per portare in giro il cane, evitano di incrociarsi, Oggi non ci si potrà incontrare neanche ai mercati rionali, inseriti dopo le recenti polemiche, tra le attività vietate. Milano d'altronde aveva già risposto con molta consapevolezza alle prime misure sul contenimento della vita sociale e dunque la città aveva già ampiamente rallentato i propri ritmi, si è spenta come una candela, giorno dopo giorno, ed ieri si erano moltiplicate le chiusure volontarie di bar, negozi, attività. Gli aeroporti vuoti, le piazze deserte e i taxi fermi allo stazionamento avevano già fornito lo spettacolo di una città spettrale. Ora, con la chiusura per decreto di tutte le attività, della Milano frenetica, della città che non si ferma mai, resta solo un ricordo, seppur vecchio solo di un paio di settimane, già sbiadito nella memoria.

Ore 9.11 Napoli, niente caffè al bar Nella Napoli chiusa per coronavirus non si sentono nella notte nemmeno gli schiamazzi delle bande di ragazzini che oltraggiano solitamente i grandi spazi della Galleria Umberto per giocare a pallone. Gli unici presenti sono solo alcuni senza casa avvolti a terra nelle coperte. In strada pochissima gente. A pochi passi dalla Galleria, vicino a Piazza Plebiscito, a quest'ora già tradizionalmente affollata, chiusi bar e locali storici come il Gambrinus che dalle prime ore del mattino servivano decine di caffè - un vero e proprio rito per i napoletani - e che ora appaiono con le serrande chiuse. Sbarrati anche gli ingressi di negozi di famose griffe di abbigliamento così come fast food e rivendite di souvenir hanno le saracinesche abbassate. Anche sul lungomare, tradizionalmente popolato in periodi normali, da runner e maratoneti oggi non si vede quasi nessuno. Ci sta qualche spostamento in auto ma si tratta di persone che, spiegano, devono raggiungere i luoghi di lavoro aperti. Anche sulla Tangenziale, l'arteria che collega la parte orientale con quella occidentale della città e che a quest'ora solitamente presentava già rallentamenti e code, si circola senza alcun problema e le auto che si vedono sono molto poche. A rendere forse ancora più spettrale la cartolina della Napoli vuota il sole già alto prima delle 8. Come se fossimo già in pieno giorno ma la città è deserta.

Ore 9.05 Venezia, tutto chiuso ma gente nelle calli Tutto normale, o quasi: a Venezia il nuovo decreto legato al Coronavirus sveglia una città che sembra voler mantenere il ritmo di prima. Bar e negozi sono sprangati senza eccezioni, ma per le calli la gente si muove già di primo mattino. Al rito del caffè e della brioche si sostituisce una camminata frettolosa, zaino in spalla, in gruppi di due, massimo tre persone. A raccontare un giorno come gli altri è l'edicolante di Piazzale Roma, il terminal automobilistico della città lagunare. Mentre i pullman, semivuoti, scaricano qualche manciata di pendolari diretti al luogo di lavoro, per lui l'attività è pressoché identica a ieri. «Avremo venduto forse una decina di giornali in meno per ora -. A voler esagerare vedo un calo del 20%». Fedeli all'appuntamento con il quotidiano gli operai dell'edilizia che stanno lavorando in città, diversi artigiani e alcuni dipendenti che come ogni giorno sono alla scrivania. A Piazzale Roma l'atmosfera è surreale, complice una fitta nebbia che crea ulteriori problemi: molte linee di vaporetti sono saltate, altre hanno tragitti acquei ridotti. Girando per la città tutti espongono il cartello che annuncia la chiusura. Un negozio di specialità gastronomiche scommette sul futuro ed espone una richiesta di ricerca personale, cercando un addetto «abile e motivato». In qualche bar la luce è accesa, si intravvede il proprietario all'interno ma il servizio non viene svolto. Più avanti, in campo San Leonardo, vicino al Ghetto, i banchi di frutta e verdura sono aperti ma nessuno compra. Tutti passano oltre a passo spedito, molti discutono di cassa integrazione e lavoro. Ancora oltre, in Calle del Rabbia, il macellaio ha istituito per ragioni sanitarie un doppio senso di marcia, con tanto di cartello e freccia esplicativa: nel minuscolo esercizio commerciale si entra da una parte e si esce dall'altra. Ma alla porta, all'apertura, non c'è nessuno.

Ore 8.57 Bologna spettrale All'indomani dell'annuncio di Conte delle nuove misure per prevenire il Coronavirus, Bologna è una città spettrale, eppure non del tutto ferma. Rispetto ai giorni scorsi, quando già c'era stata una fortissima riduzione delle persone in giro, la chiusura dei bar ha dato un altro colpo determinante, contribuendo a dare alle strade della città un aspetto surreale, accentuato dalla mattinata di sole quasi primaverile. Le persone in giro sono poche ma ci sono: in mattinata stavano andando ad aprire i negozi che non sono costretti a chiudere, negli uffici che devono garantire i servizi essenziali, a fare la spesa, anche se non si registrano code o assalti ai supermercati e ai negozi di generi alimentari. Il traffico è quasi sparito, poche le biciclette in giro e gli autobus viaggiano semivuoti con i passeggeri che sono costretti ad andare a lavorare che si pongono a debita distanza l'uno dall'altro.

 
Ultimo aggiornamento: Venerdì 13 Marzo 2020, 09:24
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