Coronavirus, scuole chiuse fino al 15 marzo nella "zona rossa". Studenti a casa una settimana anche nelle altre regioni coinvolte

video
di Simone Pierini

Il Coronavirus tiene chiuse le scuole delle zone a rischio. Il premier Giuseppe Conte in serata ha firmato il nuovo decreto con le misure per il contenimento dei contagi da Covid-19. Restano quindi a casa gli studenti dei comuni più colpiti dall'emergenza. Per quel che riguarda la zona rossa la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado resterà in vigore fino al 15 marzo. Il provvedimento comprende istituzioni di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza.

Allo stesso modo è confermata per le prossime due settimane la sospensione di viaggi di istruzione in Italia o all'estero. Questi i comuni della zona rossa interessati: Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D'Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini; Vò. 

Leggi anche > Coronavirus: oggi altre cinque vittime. In Italia 34 morti, 1577 contagiati e 83 guariti

Per quel che riguarda l'Emilia Romagna, la Lombardia, il Veneto e le province di Pesaro e Urbino e di Savona, la sospensione dell'attività didattica andrà avanti fino all'8 marzo, salvo anche in questo caso la possibilità di svolgimento a distanza. Accolta la richiesta del Friuli Venezia Giulia che chiuderà le scuole per una settimana. Nessuna modifica nel Lazio dove gli istituti restano aperti. 

E nel resto dell'Italia cosa accade? Resta in vigore la sospensione fino al 15 marzo dei «viaggi d'istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, con la previsione del diritto di recesso dai contratti già stipulati». Inoltre è in vigore l'obbligo, fino al 15 marzo, della «presentazione del certificato medico per la riammissione nelle scuole di ogni ordine e grado per assenze dovute a malattia infettiva».

Leggi anche > Coronavirus, si lavora al vaccino per sconfiggere l'epidemia. L'Iss: «Un anno di tempo ci vuole tutto»​

LEZIONI A DISTANZA

C'è poi la possibilità, «per i dirigenti scolastici delle scuole nelle quali l'attività didattica sia stata sospesa per l'emergenza sanitaria, di attivare, sentito il collegio dei docenti e per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità» e «lo svolgimento a distanza, ove possibile e avuto particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità, delle attività didattiche o curriculari nelle Università e nelle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica nelle quali non è consentita la partecipazione degli studenti alle stesse». 

IL MINISTRO AZZOLINA: «LA SCUOLE NON SI ARRENDE» 

«Grazie a queste maestre. Per il lavoro che stanno facendo con passione e dedizione. Per il messaggio che stanno dando: la scuola non si arrende, la scuola c'è sempre. E dall'emergenza sa generare opportunità». Lo scrive su fb la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, commentando il caso delle maestre di una scuola dell'infanzia di Biella che, come scrivono alcuni giornali, leggono due fiabe al giorno, in diretta Facebook, per tenere compagnia ai propri bambini, dal momento che le scuole sono chiuse. 

IN FRIULI VENEZIA GIULIA NON RIAPRONO 

Le attività didattiche in Friuli Venezia Giulia sono sospese per ulteriori sette giorni. Lo stabilisce, intervenendo su università e scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi i servizi educativi dell'infanzia, un'ordinanza alla firma del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Il provvedimento - informa una nota della Regione Fvg - sarà esecutivo dalla mezzanotte di oggi e rimarrà in vigore fino alle 24 di domenica 8 marzo. La richiesta al Governo è stata accettata: «Dobbiamo cercare di abbassare il rischio il più possibile», spiega il governatore Massimiliano Fedriga. 

DA DOMANI SCUOLE APERTE A NAPOLI

Si torna a scuola domani a Napoli. L'azione di igienizzazione delle 500 scuole cittadine terminerà nella giornata di oggi e da domani riprende con regolarità l'attività. Oggi si è nuovamente riunito al Comune il tavolo di monitoraggio istituito dal sindaco, Luigi de Magistris, al quale partecipano anche rappresentanti delle aziende sanitarie in relazione all'epidemia determinata dal coronavirus. Secondo quanto è emerso dalla riunione, nel pomeriggio la ASL Napoli 1 Centro completerà le pulizie straordinarie negli ultimi plessi. «Abbiamo avvisato le scuole - spiega l'assessore comunale all'Istruzione, Annamaria Palmieri - è stato svolto da tutti un lavoro encomiabile dai dirigenti tecnici comunali, alla Napoli Servizi, alla ASL e alle ditte esterne coinvolte».

SCUOLE IN LIGURIA RIAPERTE DA MERCOLEDÌ 

Le scuole in tutta la Liguria riapriranno da mercoledì, per lasciare il tempo agli istituti di dotarsi di tutti gli strumenti utili alla prevenzione anti coronavirus previsti. Lo annuncia il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti oggi pomeriggio al termine del vertice in Prefettura sull'epidemia di coronavirus a cui hanno partecipato i quattro prefetti liguri.

IN PIEMONTE CHIUSE DUE GIORNI, DECISIONE RIAPERTURA IL 3

Le scuole in Piemonte resteranno sicuramente chiuse agli studenti lunedì e martedì, l'ipotesi di riapertura mercoledì sarà presa solo nella giornata di martedì. Lo ha precisato il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, illustrando l'ordinanza regionale scritta in base al Dpcm firmato oggi dal premier Conte. «Martedì - ha spiegato Cirio - vedremo, sentito l'Istituto Superiore di Sanità, vedremo se ci saranno le condizioni per rimandare i ragazzi a scuola, Domani non ci sarebbero». Domani e dopodomani è invece in programma «un'opera straordinaria di igienizzazione delle scuole», un'attività per cui potrà venire in aiuto al personale Ata la Protezione Civile. 

RIAPRONO SCUOLE IN ALTO ADIGE

«La situazione in Alto Adige è stabile, non vi sono indicazioni di carattere medico che mettano in forse la riapertura delle scuole in provincia di Bolzano lunedì 2 marzo», ha dichiarato il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher in vista della fine delle ferie di carnevale. Il governatore ha discusso la situazione ieri, nel corso di una videoconferenza presso la sede della Protezione civile, con il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, e con i presidenti di tutte le Regioni italiane. «Su mia richiesta - sottolinea il presidente Kompatscher - il presidente Conte ha assicurato che interverrà presso tutti i governi europei, affinché vengano ritirati gli allarmi emanati riguardo ai viaggi in Italia o vengano differenziati». Il presidente sottolinea, infine, che una vacanza in Alto Adige «è sicura come una vacanza in Baviera o in altre regioni e di ciò si deve tener conto».


Ultimo aggiornamento: Domenica 1 Marzo 2020, 21:31
© RIPRODUZIONE RISERVATA