Coronavirus, geloni ai piedi dei bambini positivi? La lettera all'Iss: «Casi simili anche a Wuhan»

Del coronavirus si sa ancora molto poco, dopo tre mesi di pandemia e un mese di lockdown: persino sui sintomi non è ancora tutto chiaro, e secondo alcuni medici ce ne sarebbe uno inedito in più, soprattutto nei pazienti molto piccoli. Un gruppo di specialisti ha infatti scritto una lettera al presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, affinché le autorità valutino un inedito e possibile sintomo legato al Covid-19: una sorta di geloni ai piedi, riscontrati in vari soggetti asintomatici in età pediatrica.

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Al momento non c'è alcun legame dimostrato con la malattia, ma è più un sospetto da parte dei medici, non solo da quelli italiani, ma anche dai dermatologi francesi: per questo hanno richiesto all'Iss di cercare di capirci qualcosa in più. «Fin dall'inizio della pandemia di Covid-19 in Italia - scrivono gli specialisti - abbiamo registrato un numero sempre più crescente di segnalazioni, da parte dei pediatri e sui social, di casi, in popolazione di età pediatrica e adolescenziale, di lesioni a chiazza rosso-violaceo, soprattutto a carico delle dita dei piedi».

Le lesioni, sottolineano, «simili a Erytema Pernio-Like (i meglio conosciuti 'geloni', sicuramente non così frequenti in questa stagione) hanno peraltro suscitato anche l'attenzione di dermatologi francesi che hanno, nelle scorse ore, lanciato l'allarme». «Queste chiazze, si presentano in bambini e ragazzi, per lo più asintomatici, alcuni, parrebbe, con positività familiare al Covid-19, spesso dopo una sindrome parainfluenzale e si risolvono spontaneamente dopo due-tre settimane.

Al momento, non è stato possibile globalmente appurare se siano espressione dell'infezione Covid-19, essendo necessari tamponi e test sierologici su larga scala», si legge nella lettera. Quadri clinici simili, in pazienti di Whuan, sono già descritti in letteratura mentre le segnalazioni arrivano un po' da tutti i paesi. Se tali lesioni dovessero essere, nel futuro più imminente, «correlate a COVID-19, sarebbero da considerare manifestazioni di notevole valore clinico della stessa infezione, posta la sostanziale asintomaticità della stessa nell'età evolutiva e il contestuale potenziale di contagiosità». Per questo, i ricercatori hanno chiesto a Brusaferro di «elevare l'attenzione su questo importantissimo ambito». 

La lettera è firmata da Luigi Promenzio, Direttore Ortopedia Pediatrica VSFC- Catanzaro; Federico Longhini, Docente di Anestesiologia e Rianimazione UMG-Catanzaro; Fabio Arcangeli, Docente di Dermatologia Pediatrica Clinica e Sperimentale, Università Guglielmo Marconi Roma; Michela Sesta, Direttore UOC Neurologia Pediatrica Ospedale Giovanni XXII Bari; Elisabetta Cortis Direttore Reumatologia Ospedale Sant'Eugenio di Roma; Elisa Sama Dermatologa Pediatrica-Cesena. 

Ultimo aggiornamento: Venerdì 10 Aprile 2020, 15:21
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