Coronavirus, Filippo Facci viola la quarantena e va in montagna: «Spezzo le catene, la mia libertà vale quanto la salute»

Coronavirus, Filippo Facci viola la quarantena e va in montagna: «Spezzo le catene, la mia libertà vale quanto la salute»
Tra chi ha violato la quarantena anti-coronavirus in occasione delle festività pasquali c'è anche Filippo Facci, giornalista di "Libero" che in un editoriale sul suo giornale ha rivendicato la sua scelta di libertà. "Ora spezzo le catene, martedì vado al mare", era il titolo dell'articolo pubblicato in prima pagina sulla prima pagina del quotidiano. Facci però è andato in montagna. «Ora sto fuori casa: da buon 'alpino' sto in montagna, sul Resegone», riferisce all'AdnKronos. 

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«Sono appena arrivato su - spiega - non in cima naturalmente ma più in basso, dopo un paio d'ore di camminata; e ora mi preparo a ridiscendere, senza aver incontrato nessuno, neanche la famosa 'capretta' del mio articolo di domenica; e dunque senza aver contagiato nessuno né essere stato contagiato da alcuno, rispettando responsabilmente la vita mia e quella degli altri, che nessuna passeggiata in montagna, al parco o al mare potrà mai mettere a repentaglio. Mentre la mia libertà individuale, che vale almeno quanto il diritto alla salute, beh quella sì che è messa a repentaglio dalle continue marce in avanti e indietro di questo governo!».

Ha affrontato l'escursione senza Gps e senza la minima intenzione di chiamare il Soccorso Alpino in caso di difficoltà: «Me la caverò da solo, come sempre. Ma se non mi faccio mettere l'app di localizzazione dal Cai, figuriamoci se me la faccio mettere dal premier Conte! Non mi faccio togliere i diritti civili da questo Governo, obbedisco solo alla Regione Lombardia, sto diventando secessionista... se proprio devo schiattare per coronavirus, molto meglio farlo davanti a una bella spiaggia sul mare che dentro casadavanti a Netflix...».

Nell'articolo domenicale su 'Libero' annunciava: «Io da martedì uscirò liberamente e sfacciatamente per le strade del mio paese e lo farò in spregio a un governo indegno e cialtrone che si illude di poter giocare a tempo indeterminato con le mie libertà individuali e con il mio diritto di parola e di espressione. Voglio chiarire una cosa: io non ho il coronavirus; continuerò a mettere guanti e mascherine e rispetterò le distanze come tutti i cittadini devono fare e come dovranno fare ancora per molto tempo, ma non mi farò mettere 'app' sul telefono che equivalgono al braccialetto dei carcerati o alla dittatura cinese, non mi farò spiare da un drone, anzi se ne vedrò uno o abbatterò con la fionda».

E così ha fatto. Oltre alla gita fuori porta si è concesso altro. «Sono andato a prendere con la macchina la mia colf per portarla al mio appartamento e poi alla fine riportarla a casa sua, per evitarle di prendere i mezzi pubblici che lei giustamente ritiene pericolosi; a trovare il mio figlio più piccolo; a fare la spesa al supermercato con annessa inevitabile fila; a scambiare due chiacchiere con il mio portiere, che non vedevo da diverso tempo perché ha appena terminato il periodo di quarantena dopo essere stato contagiato dal coronavirus».

In tutta la mattinata, come del resto nel pomeriggio, 'confessa' Facci, «Nessun controllo. Anzi, dirò di più: in giro, per strada e sulla tangenziale, da Milano Lambrate dove abito alle varie mete raggiunte, c'erano molte più persone del solito, c'era quasi traffico rispetto alle strade deserte dei giorni passati. Sembrava quasi che avessero letto tutti il mio articolo di domenica e avessero deciso di attuare la mia stessa forma di protesta... ma questa è solo una battuta, ovviamente... Io non ho affollato e non affollerò autostrade e raccordi come gli idioti ufficialmente ligi alle regole che si sono spostati per Pasqua e Pasquetta ma col giustificativo il tasca. Io continuerò a rispettare le forze dell’ordine per cui ho una deferenza quasi maniacale, patirò le conseguenze delle mie azioni quali che siano, ma io martedì esco, venitemi a prendere».
Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Aprile 2020, 22:03
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