Coronavirus, trend in calo e record di guariti (+1.590): ma altri 812 morti in un giorno. Più di centomila i casi in Italia

di Simone Pierini
L'Italia supera i centomila contagiati a 40 giorni dalla scoperta del 'paziente uno', il 38enne di Codogno. Il trend si conferma in calo con la percentuali di nuovi casi giornalieri che è scesa dal 5,6% di ieri al 4,1% di oggi. Sono altre 812 le vittime registrate nelle ultime ventiquattro ore per conseguenze derivate dal coronavirus. Ieri il dato era di 756. È quanto ha diramato il capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli in conferenza stampa nel consueto bollettino delle 18.

I casi Covid-19 accertati in Italia dall'inizio dell'emergenza sono ora 101.739 (4.050 in più rispetto a ieri), di cui 11.591 morti e 14.620 guariti, 1.590 nelle ultime 24 ore (il record in un giorno). Il numero di attualmente positivi nel nostro Paese è di 75.528 persone, ieri era di 73.880. 

Sono 3.981 i posti letto occupati nelle terapie intensive, ieri erano 3.906, 75 in meno. Di questi, 1.330 sono in Lombardia, con un incremento rispetto a ieri di soli due pazienti. Dei 75.528 malati complessivi, 27.795 sono poi ricoverati con sintomi e 43.752 sono quelli in isolamento domiciliare. Ad oggi dall'inizio dell'epidemia sono stati effettuati 477.359 tamponi, 23.329 in un giorno. Nelle 24 ore precedenti ne sono stati effettuati 24.504. 

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BORRELLI: «TANTE DENUNCE, STATE A CASA»

«Ognuno di noi deve rispettare le indicazioni delle autorità, dobbiamo seguire l'indicazione di rimanere a casa e uscire solo per lo stretto indispensabile, perché solo rispettando queste misure riusciremo a sconfiggere il virus prima possibile». Lo ha detto il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli in conferenza stampa commentando il dato delle oltre 6mila denunce fatte ieri dalle forze di polizia agli italiani che hanno violato i divieti. «È un comportamento che non va tenuto - ha aggiunto - bisogna evitare il contagio di altri persone».

LOCATELLI (CSS): «IN CALO TREND NUOVI POSITIVI E I RICOVERATI»

«Anche in questa giornata i dati - con la sola eccezione dei deceduti, per i quali ripeto ancora per vedere un effetto serve un intervallo temporale maggiore - sono dati in linea con quelli degli ultimi giorni: calano i positivi, pur a fronte di tamponi non inferiori ad altri giorni, quello dei ricoverati in terapia intensiva non è più marcatamente alto come a inizio scorsa settimana». Così il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli in conferenza stampa alla Protezione civile. 

-50% INTERVENTI SOCCORSO BERGAMO-LODI

«In Lombardia, in particolare, a Lodi e Bergamo, le zone più colpite, il numero di eventi respiratori infettivi per cui sono stati chiamati mezzi di soccorso della Regione, è marcatamente ridotto: rispetto al 14-15 marzo siamo alla metà di interventi sul territorio». Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli in conferenza stampa alla Protezione civile. 

CONTEMPERARE SALUTE ED ECONOMIA

I test sierologici sugli anticorpi serviranno «per determinare la diffusione del coronavirus e avere informazioni rilevantissime sull'immunità di gregge, usando le informazioni per elaborare strategie fondate su dati solide per far ripartire il paese, specie per le attività produttive. Prioritaria è la tutela della salute, ma bisogna contemperare gli aspetti di economia per evitare i problemi di una situazione economica difficile». Così il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli in conferenza stampa alla Protezione civile. 

CERTO PROLUNGAMENTO MISURE

«Certamente ci sarà un prolungamento» delle misure ma la decisione sulla durata «è una scelta che spetta al decisore politico», al presidente del Consiglio e al Consiglio dei Ministri. Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli in conferenza stampa. «Stiamo vedendo dei risultati - ha proseguito - e questi risultati non li avremmo ottenuti senza le misure di contenimento. E questa è una ragione per continuare a fare questi sacrifici».

RITORNO ALLA NORMALITÀ SARÀ GRADUALE

«Stiamo andando nella direzione giusta e non dobbiamo minimamente cambiare strategia. Non sarà un processo di ritorno alla normalità dal niente al tutto, sarà graduale, ma l'obiettivo è riuscire a contenere la situazione adesso, prevenire ulteriori focolai epidemici, specie come quelli visti (al Nord, ndr) e ripristinare il più possibile un normale stile di vita». Così il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli in conferenza stampa alla Protezione civile.



I DATI REGIONE PER REGIONE 

Dai dati della Protezione civile emerge che sono 25.006 i malati in Lombardia (-386 rispetto a ieri), 10.766 in Emilia-Romagna (+231) 7.564 in Veneto (+313), 7.655 in Piemonte (+387), 3.251 nelle Marche (+91), 4.050 in Toscana (+264), 2.383 in Liguria (+104), 2.497 nel Lazio (+135), 1.739 in Campania (+183), 1.109 in Friuli Venezia Giulia (-32), 1.357 in Trentino (+64), 1.098 in provincia di Bolzano (+64), 1.585 in Puglia (+153), 1.408 in Sicilia (+78), 1.169 in Abruzzo (+0), 834 in Umbria (-63), 518 in Valle d'Aosta (-21), 622 in Sardegna (+40), 602 in Calabria (+25), 107 in Molise (+7), 208 in Basilicata (+11).

Quanto alle vittime, se ne registrano 6.818 in Lombardia (+458), 1.538 in Emilia-Romagna (+95), 413 in Veneto (+21), 749 in Piemonte (+65), 417 nelle Marche (+31), 231 in Toscana (+16), 397 in Liguria (+20), 125 in Campania (+8), 150 nel Lazio (+14), 107 in Friuli Venezia Giulia (+9), 91 in Puglia (+5), 74 in provincia di Bolzano (+10), 76 in Sicilia (+11), 102 in Abruzzo (+14), 33 in Umbria (+2), 50 in Valle d'Aosta (+7), 147 in Trentino (+18), 31 in Calabria (+6), 28 in Sardegna (+1), 9 in Molise (+0), 5 in Basilicata (+1). I tamponi complessivi sono 477.359, dei quali oltre 261mila in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.
 
Ultimo aggiornamento: Lunedì 30 Marzo 2020, 22:01
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