Colori delle Regioni, Val d'Aosta passa in zona rossa, Sardegna arancione. L'Iss: «Rt risale a 0,85, cala incidenza»

Colori delle Regioni, Val d'Aosta passa in zona rossa, Sardegna arancione. L'Iss: «Rt risale a 0,85, cala incidenza»

Due Regioni cambiano colore, l'Rt risale ma l'incidenza scende: è ciò che emerge dal monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute sull'andamento dell'epidemia per il periodo 12-18 aprile. Risale leggermente l'indice Rt nazionale di contagio da coronavirus in Italia: l'Rt che la scorsa settimana era a quota 0,81, torna al valore 0,85, uguale a quello della settimana precedente. Continua a scendere invece l'incidenza, ora a 146 su 100mila abitanti rispetto al 157 della scorsa settimana.

 

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Due Regioni verso il cambio di colore

 

Intanto per oggi è attesa l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che assegna i colori alle regioni. In un'Italia prevalentemente gialla, colore scattato lo scorso lunedì 26 aprile, sono pochissime le regioni destinate a cambiare colore. La Valle d'Aosta dovrebbe spostarsi in zona rossa e la Sardegna passare dal rosso in arancione: sono questi gli unici cambi di stato che potrebbero scattare con le nuove ordinanze di Speranza alla luce dei dati di oggi del monitoraggio settimanale, ancora in corso di valutazione. Per le altre regioni sembra non ci siano cambiamenti. La Puglia, che sperava nel giallo, dovrebbe dunque restare arancione.

 

Sardegna ha numeri da zona gialla

 

Nell'ultima bozza del monitoraggio la Sardegna mostra numeri da zona gialla. Il passaggio di colore è praticamente assicurato, ma è difficile che l'Isola possa transitare direttamente dalla fascia rossa - in cui si trova da tre settimane - a quella gialla e potrebbe restare in arancione almeno per un'altra settimana, sempre che la nuova ordinanza del ministro Speranza non preveda 14 giorni di ulteriori misure restrittive per le aperture di bar e ristoranti e gli spostamenti tra Comuni.

 

Interlocuzioni in questo senso sono in corso tra la Regione e il Ministero. I dati però parlano di una situazione nettamente migliorata: l'indice di trasmissibilità, Rt, è confermato allo 0.81, tra i più bassi del Paese, e la classificazione complessiva del rischio passa da «moderata» a «bassa». Non vengono evidenziati nuovi focolai che sono dati in diminuzione (-36) e cala del 29,1% il numero dei casi in sette giorni che si attestano su 1.531 (95,6 per 100mila abitanti). 

 

Nessuna regione a rischio alto

 

Migliora la situazione generale del rischio pandemico in Italia, con nessuna Regione a rischio alto. Undici Regioni e Province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui nessuna ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 10 Regioni hanno una classificazione di rischio basso. Tre Regioni (contro 4 della settimana precedente) hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Campania e Sicilia hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre di tipo 1.

 

Terapie intensive, 8 regioni sopra soglia

 

Scende ancora, ma rimane comunque alto, il numero di Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica: sono 8 contro le 12 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è uguale alla soglia critica (30%). Quello in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (32% rispetto al 40% della soglia). Si registra dunque una diminuzione nel numero di persone ricoverate in terapia intensiva, che passa da 3.151 (20/04/2021) a 2.748 (27/04/2021). Anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente ed il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 23.255 (20/04/2021) a 20.312 (27/04/2021).


Ultimo aggiornamento: Venerdì 30 Aprile 2021, 16:22
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