Ciro Grillo, l'amica della 19enne: «Lui urlava e diceva: “me la volevo sc...are io”. Lei era nuda e piangeva»

Ciro Grillo, l'amica della 19enne: «Lui urlava e diceva: “me la volevo sc...are io”. Lei era nuda e piangeva»

Dopo i verbali della 19enne italo-norvegese che ha denunciato di essere stata violentata in gruppo da Ciro Grillo e tre suoi amici, e le dichiarazioni ai carabinieri della mamma, spuntano ora i verbali dell'amica della ragazza. Ai militari della compagnia Milano-Duomo, il 27 agosto 2019, la giovane ha detto di aver respinto le avances di almeno tre dei quattro ragazzi, che le avevano ospitate dopo aver trascorso la serata in discoteca.

 

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Secondo quanto scrive Il Fatto Quotidiano, che indica la vittima con il nome "Silvia" e l'amica col nome "Roberta", quest'ultima ha raccontato di essersi addormentata e di essere stata svegliata diverse volte dai ragazzi. «In un caso - dice - mi si è avvicinato Ciro, che mi ha chiesto se ero sicura di voler dormire sul divano o se volessi andare con lui. Gli rispondevo che stavo benissimo lì e lui si è allontanato senza insistere». 

 

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«In un'occasione Ciro Grillo urlava a uno degli altri in corridoio, era arrabbiato perché Silvia era in camera con qualcuno, io ho subito pensato a Corsiglia: 'Io me la sono portata a casa perché me la volevo scopare, invece se la sta scopando lui'. L'amico provava a calmarlo: 'Tanto era brutta, ne troviamo un'altra domani'». L'ultima volta è invece Silvia a svegliarla: «Era accovacciata accanto a me in accappatoio e piangeva. Le ho chiesto cosa stesse succedendo, ma lei singhiozzava. Nel frattempo è arrivato uno dei ragazzi, che le ha chiesto se andasse tutto bene. Lei gli ha dato le spalle, per non farsi vedere piangere. Io ho risposto di sì per farmi dire cosa era successo. Ma lei dopo aver pianto ancora si è calmata e mi ha detto di non preoccuparmi, che stava bene».

 

Roberta ritrova Silvia molte ore più tardi su un letto, completamente nuda, da sola. Sono le 13 circa. «Era confusa e sconvolta. Aveva tutto il trucco colato, credo per il pianto, si guardava intorno come se non sapesse dove si trovasse. Mi era capitato di vederla ubriaca, ma mai in questo stato, non mi è sembrato che fosse per gli effetti dell'alcol». Silvia aveva raccontato agli inquirenti di essere stata costretta a bere da una bottiglia di vodka «con un odore strano». La presunta vittima trova poi il coraggio di dire all'amica di essere stata violentata. «C'era un silenzio surreale - ricorda Roberta riferendosi ai ragazzi - facevano finta di niente. Si comportavano come se non fosse successo niente».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 7 Maggio 2021, 11:02
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