Chiara Ferragni testimonial per un giorno: in visita all'Istituto di ricerca di Padova

Chiara Ferragni è arrivata a Padova alle 14 alla Torre della ricerca della Città della speranza: subito ha  postasto la foto su Instagram.

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La nota blogger era su un furgone nero, non si è fermata all'entrata per salire direttamente nei laboratori: trascorrerà qualche ora all'Istituto di ricerca pediatrica di Padova. Visiterà i laboratori, conoscerà da vicino l'attività portata avanti dai ricercatori nel più grande polo europeo dedicato allo studio delle patologie pediatriche e incontrerà un gruppo di bambini che stanno sconfiggendo la malattia. L'influencer, dopo il discusso no dell'azienda ospedaliera alla visita in Oncoematologia pediatrica, ha deciso di cambiare rotta.
 
 

Mamma del piccolo Leone (nato dal matrimonio con il rapper milanese Fedez) Chiara Ferragni ha scelto di diventare testimonial per un giorno della Fondazione Città della Speranza. L'associazione ha l'obiettivo di garantire il benessere psico-fisico dei bambini e degli adolescenti che stanno affrontando la malattia e di sostenere la ricerca per dare un futuro a tutti i piccoli pazienti. L'augurio della direzione dell'Irp è che la visita dell'influencer in corso Stati Uniti diventi un'occasione per far conoscere l'attività della Torre della ricerca a tutto il mondo. Basti pensare che il profilo Instagram di Chiara Ferragni è seguito da 16 milioni di persone. Tantissimi i consensi che raccoglie, soprattutto tra i giovanissimi, ma anche le critiche per il suo stile di vita e l'esposizione mediatica.

Chiara inizialmente avrebbe dovuto trascorrere un paio di ore con i piccoli pazienti di Oncoematologia pediatrica, portando in ospedale una versione benefica delle sue costose lezioni di trucco Beauty bites. Ma la visita di Chiara Ferragni in Azienda ospedaliera è stata annullata perché giudicata difficile da gestire. L'idea arrivava dal personale del reparto di Oncoematologia, sempre pronto a scovare nuove iniziative per far sorridere i bimbi ricoverati. Chiara aveva accettato l'invito di buon grado, poi però qualcosa è andato storto.
«C'è un confine molto labile tra la spettacolarizzazione e la compartecipazione alla sofferenza dei bambini spiega il direttore della Pediatria dell'ospedale, il professor Giorgio Perilongo è richiesto molto discernimento per evitare che l'uno si trasformi nell'altro. Noi vorremmo che tutti venissero a far festa assieme ai nostri pazienti: dal Presidente della Repubblica, al calciatore. Solo che non possiamo, perché scatta un meccanismo di difesa. Non siamo un'agenzia di eventi, ma un'azienda sanitaria. Quando arrivano persone di tale portata, l'incontro va organizzato nei minimi dettagli».

Qualche settimana fa invece Fedez, il rapper e marito della fashion blogger, aveva inviato alcuni dischi autografati all'associazione di volontariato Team for Children. La presidente, Chiara Girello Azzena, ha poi consegnato tutto il materiale autografato ai bimbi e ragazzi ricoverati.
 
Sabato 16 Febbraio 2019, 15:01
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