Caro bollette, i centri anti-usura: «Famiglie sul lastrico, aumentate del 20% le richieste d'aiuto»

Luce e gas, ma anche mutuo, prestiti, rate per l'università. Luigi Ciatti, ambulatorio anti usura di Roma: "Al telefono solo gente che non ce la fa più"

L'allarme dei centri anti-usura: «Caro-bollette insostenibile, famiglie sul lastrico»

di Mario Fabbroni

Hanno gli occhi bassi e lo sguardo perso nel vuoto. Proprio non credono di essere finiti lì, su una sedia dell'Ambulatorio antiusura. Padri e madri che hanno vergogna di confessare ai propri figli di non essere più in grado di pagare quelle spese mensili che, fino a pochi mesi fa, venivano onorate.


La Caporetto di centinaia di famiglie ha la forma delle bollette. Luce e gas, ma anche mutuo, prestiti, rate per l'università. «Un'escalation senza precedenti, ha spaventato perfino noi che siamo abituati a soggetti con gravi difficoltà debitorie».


Luigi Ciatti oramai è come un dottore. L'ambulatorio antiusura di Roma - in collaborazione con la Confcommercio della Capitale - è pieno di persone: proprio come se fosse uno studio medico. «Non pensavo che il nome Ambulatorio diventasse più che reale - dice Ciatti, che è anche vicepresidente nazionale della Federazione antiusura italiana -. In pochi giorni siamo al 15-20% in più di richieste di aiuto. Al telefono solo gente che non ce la fa più. Chiede aiuto, teme di finire nelle mani degli strozzini». Bollette carissime, ecco la goccia che ha fatto traboccare il vaso dopo due anni di ristrettezze economiche causate dalla pandemia. A Roma il fenomeno è esploso, a Napoli pure. Mentre a Milano gli esperti delle associazioni che monitorano il territorio per conto del Comune non avvertono ancora gli SOS. Eppure Luciano Gualzetti, direttore della Caritas, suona l'allarme da più di un anno: «Ci sono persone hanno dovuto chiedere in prestito denaro a presunti amici per far fronte a pagamenti che non potevano rimandare, come le bollette del gas e della luce. Gli usurai sono fuori alla porta».


Salvatore Cantone guida a Napoli la scialuppa di salvataggio per chi è in difficoltà: «Sono stato vittima di estorsione nel 2008, ho denunciato. La guerra in Ucraina è stata il colpo di grazia per tanti che, bene o male, arrivavano a fine mese. Ora non più».
Sotto al Vesuvio la situazione è più grave che a Roma. «La Capitale vive in gran parte di stipendi statali - analizza Luigi Ciatti - ma il mondo di troppa gente insospettabile sta crollando pure qui. Per fortuna la Regione Lazio ha attivato sostegni importanti accanto ai fondi nazionali. Sia chiaro: chi viene aiutato non vede un euro dei finanziamenti di sostegno, siamo noi a rinegoziare le rate o a pagare le bollette. Ma il rischio è essere travolti da una valanga di nuovi bisognosi. Chi può, apra gli occhi sulla realtà, che è molto dura. C'è chi rischia di sovraindebitarsi anche per un pieno di benzina che serve per andare al lavoro oppure per accompagnare i figli a scuola».
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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Marzo 2022, 12:43
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