Carabiniere ucciso: «Uno di meno, sguardo poco intelligente». Il commento choc di un'insegnante, poi le scuse

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Anche la morte del carabiniere Mario Cerciello Rega, vicebrigadiere ucciso due notti fa a Roma, come spesso accade, è finito nel vortice delle polemiche social: prima con le fake news sui presunti "nordafricani" coinvolti nell'omicidio, alle quali sono seguite le polemiche sui migranti e gli sbarchi. Poi con altri commenti offensivi nei confronti della vittima e in generale contro i carabinieri, per fortuna commenti molto minoritari rispetto alla stragrande maggioranza degli utenti sui social.

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Ma un commento in particolare ha causato furiose polemiche: viene da una insegnante di Novara ed è spuntato sotto una condivisione della foto del carabiniere morto. «Uno di meno, e chiaramente con uno sguardo poco intelligente, non ne sentiremo la mancanza», scrive l'insegnante, denunciano i parlamentari della Lega Paolo Tiramani e Cristina Patelli dopo le segnalazioni di cittadini indignati. «Un commento vergognoso, a maggior ragione se davvero arriva da un'insegnante», dicono i parlamentari annunciando una interrogazione.

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«La frase - spiegano Tiramani e Patelli - è a commento di una foto del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, vittima venerdì a Roma di un'aggressione mortale mentre svolgeva con scrupolo il proprio lavoro, a difesa della sicurezza dei cittadini. Un uomo che è morto da eroe, e che merita da un lato giustizia, dall'altro enorme rispetto, ammirazione e gratitudine da parte di tutti gli italiani perbene». 

 
 

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«Questa signora di Novara, pare anche docente di liceo, ha pubblicato un commento semplicemente folle, di cui come cittadina e come insegnante sarà chiamata a rispondere nelle sedi opportune», concludono i due parlamentari leghisti. Intanto non è ancora chiara l'esatta dinamica di quanto avvenuto al carabiniere, ucciso a Prati: sono stati arrestati due studenti ventenni americani, ma ci sono diversi misteri ancora da chiarire (ne parliamo su Leggo.it proprio qua).
 

LE SCUSE DELLA INSEGNANTE «Ho commesso un errore gravissimo, me ne sono resa conto appena ho cliccato su invia, ma ormai il danno era fatto»: prova a giustificarsi così l'insegnante di 51 anni autrice del post su Facebook contro il vice brigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso nelle scorse ore a Roma. «Ho scritto una cavolata, non c'è nulla dire - aggiunge -. Mi sono lasciata guidare dalla sensazione che spesso le forze dell'ordine non intervengono quando serve, quando una donna è maltratta o peggio, si muovono solo quando ormai è troppo tardi».

«Ho scritto quell'enorme sciocchezza, senza nemmeno pensare alla vedova e a chi voleva bene al vice brigadiere, una sciocchezza che ho provato a correggere immediatamente con un altro post, ma ormai...». «Voglio chiedere scusa a tutti - conclude l'insegnante - In particolare a chi era vicino al militare e ora è straziato dal dolore e chiedo scusa all'Arma dei carabinieri e all'Italia intera. Sono stata una stupida».
Ultimo aggiornamento: Sabato 27 Luglio 2019, 14:35
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