Candidato di quartiere pubblica foto col kalashnikov in mano, la commissione lo accetta FOTO
di Simone Pierini

Candidato di quartiere pubblica foto col kalashnikov in mano, la commissione lo accetta FOTO

«Ho sbagliato, quella foto è un errore. L'ho fatta al matrimonio di mio fratello in Pakistan ed è stato un errore». Così si è giustificato il pakistano Talat Chaudhry Doga, candidato ai consigli di quartiere a Brescia, che su Facebook ha pubblicato una fotografia con un kalashnikov in mano. La commissione del Comune di Brescia ha ammesso la sua candidatura. Con quattro voti favorevoli, un contrario e un astenuto, la candidatura è stata ritenuta valida dopo che era stata messa in dubbio una volta scoperta la vecchia fotografia.

«Si dà atto che sono stati effettuati accertamenti tramite Questura, Prefettura e Tribunale di Brescia; dalla documentazione prodotta dai competenti uffici ed acquisita agli atti, non è rilevabile alcuna causa ostativa all'ammissibilità della candidatura, ai sensi del vigente Regolamento per l'istituzione e il funzionamento dei Consigli di quartiere», ha stabilito la Commissione comunale. Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono ha ribadito la sua contrarietà alla candidatura.



Il Comune di Brescia ha chiesto di sapere dalla Questura la posizione di Talat Chaudhry Doga, che non avrebbe precedenti. «Ritengo che questo signore non debba partecipare alla consultazione», è intervento il sindaco di Brescia Emilio Del Bono. «La scelta di pubblicare una propria fotografia armato - ha spiega il primo cittadino - va contro i principi contenuti nello Statuto del Comune di Brescia, che inneggiano alla pace e alla fratellanza. Un'immagine del genere va esattamente nella direzione opposta». «È una fotografia che non rappresenta quello che sono veramente. Vivo da 26 anni in Italia e non ho mai avuto problemi - ha detto Talat Chaudhry Doga - La mia immagine è stata rovinata, ma voglio dimostrare chi sono veramente».

Viviana Beccalossi, consigliere regionale del Gruppo Misto, interviene nel dibattito. «Capisco - commenta in una nota - l'imbarazzo del sindaco Del Bono, che pur usando buon senso nel chiedere il ritiro della candidatura, deve anche giustificare un inaccettabile pasticcio che non è evidentemente riuscito a fermare. Il dato di fatto è uno solo: i bresciani rischiano di essere rappresentati in un organo ufficiale da un signore che non si vergogna a farsi fotografare sorridente con un kalashnikov in mano». «Mi auguro che questo signore - conclude Viviana Beccalossi - abbia almeno un sussulto di dignità chiedendo scusa e facendo un passo indietro dopo aver fatto indignare una città intera. Se così non fosse, questa situazione serva da monito soprattutto a chi, a sinistra, pur di raccogliere qualche voto in più, difende sempre e comunque persone incompatibili con i nostri valori».
Venerdì 9 Novembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 20:54
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