Uccide moglie e due figli, poi si spara in bocca: intera famiglia sterminata, orrore in Calabria

Uccide moglie e due figli, poi si spara in bocca: intera famiglia sterminata, orrore in Calabria

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Una strage familiare apparentemente senza senso. Quattro morti ancora senza un perché. Ad uccidere moglie e due figli, prima di togliersi a sua volta la vita, sarebbe stato un commerciante, Salvatore Giordano, di 57 anni. Un raptus improvviso, senza alcune segnale premonitore. Tant'è che tutti quelli che lo conoscevano parlano di una famiglia assolutamente normale senza particolari problemi, né economici né di altro genere. 



La tragedia si è consumata la notte scorsa in una villetta a due piani in via Malta, in contrada Cutura di Rende, grosso centro contiguo a Cosenza. Una villetta posta nella zona industriale, a due passi dall'Università della Calabria, in una zona urbanizzata ma di campagna. A cadere sotto i colpi del capofamiglia, la moglie Francesca Vilardi, di 59 anni, casalinga, la figlia Cristiana, di 31, impiegata in un call center, ed il figlio Giovanni, di 28, studente universitario. 



Una violenza cieca, quella che si è scatenata nella villetta e che non ha avuto testimoni. Solo l'anziana madre di Giordano, che vive col marito al piano sottostante l'abitazione del figlio, ha detto di avere sentito un pò di trambusto verso le 4. La donna non ci ha dato peso. È stato il fratello dell'uomo, oggi verso le 14, a recarsi a casa del congiunto dopo che questi non si era presentato ad un appuntamento al negozio di articoli musicali e telefonia che gestivano insieme nel centro di Cosenza e che oggi era chiuso. L'uomo non è riuscito ad entrare ed ha fatto intervenire i vigili del fuoco. 



Una volta dentro, si é scoperta la scena raccapricciante. I corpi di marito e moglie uno a fianco all'altro nel corridoio, quello della figlia poco distante e quello del figlio in un'altra stanza. Per terra, vicino al corpo dell'uomo, due pistole, un revolver ed una semiautomatica. In un primo momento, la presenza di due armi e il fatto che il corpo del figlio fosse distante da quelli delle altre vittime, ha fatto sorgere più di un interrogativo tra gli investigatori su chi avesse sparato e su come fossero andate le cose. 




Nella casa sono giunti il procuratore di Cosenza Mario Spagnuolo ed il comandante provinciale dei carabinieri Piero Sutera, gli investigatori del Reparto operativo e della Compagnia di Rende e della sezione investigazioni scientifiche dell'Arma. Dai rilievi e dal primo esame esterno dei cadaveri è cominciata ad emergere la dinamica di quello che è successo. 



Secondo la prima ricostruzione, Giordano ha preso le due pistole che il padre deteneva legalmente in casa sua - forse per essere sicuro di avere proiettili a sufficienza per portare a termine i suoi propositi - e la notte scorsa, non si sa ancora perché, ha compiuto la strage. L'uomo ha sparato sei colpi e le due donne sono state anche accoltellate. Poi ha rivolto l'arma contro se stesso e si é sparato in bocca. 




Adesso la domanda a cui i carabinieri stanno cercando di dare una risposta è perché questo raptus omicida, che cosa possa avere scatenato la furia verso i propri cari di un uomo definito da tutti assolutamente tranquillo. Dai familiari, al momento non è emerso alcunché di indicativo. È anche per questo che gli investigatori hanno deciso di perquisire e sequestrare il negozio di cui era titolare, con la speranza di trovare la causa scatenante di una strage familiare apparentemente senza un perché.​​

Lunedì 12 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 21:05
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