Festini a base di sesso e cocaina: spunta anche il nome di un frate

Bologna, festini a base di sesso e cocaina: spunta anche il nome di un frate

Il religioso non risulta indagato, una testimone insultata e minacciata

Festini a base di sesso e cocaina a Bologna, l'inchiesta si allarga. Nel mirino degli investigatori emergono nuovi eventi organizzati in tutta la provincia felsinea e spuntano nuovi protagonisti, sempre più insospettabili: dopo architetti, notai, politici, imprenditori, ex membri delle forze dell'ordine, sportivi e un sindacalista, viene coinvolto addirittura un frate.

 

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L'inchiesta era partita dai festini di Villa Inferno a Pianoro, in cui si sarebbe prostituita anche una ragazza minorenne ma si sta allargando sempre di più con la scoperta di nuove feste in altre eleganti ville di Bologna. Uno degli organizzatori, un imprenditore di 46 anni molto noto negli ambienti della vita notturna, è indagato per spaccio, favoreggiamento della prostituzione e morte come conseguenza di altro delitto (vendita di droga). L'uomo è accusato infatti di aver venduto stupefacenti a un ex tennista di 55 anni, deceduto nel 2017 per infarto dopo una serata.

 

Il nome nuovo, riferito da Il Resto del Carlino, è quello di un frate che non risulta però al momento indagato. L'uomo sarebbe un frequentatore di locali notturni e avrebbe partecipato con un amico ai festini, finendo anche per fare sesso con una delle escort presenti.

 

Le ultime indagini, spiega il Corriere della Sera, sono basate sulla testimonianza di una 40enne che avrebbe partecipato a una serata a Villa Inferno insieme al 46enne indagato. Secondo la donna, i partecipanti avrebbero fatto delle offerte variabili (dagli 80 euro in su) per avere dosi di cocaina o ragazze con cui appartarsi. Il 46enne è accusato di aver organizzato quei party mediando tra i partecipanti.

 

Il Corriere di Bologna riferisce anche di un fatto insolito: il 46enne, una volta scoperto di essere indagato, si era presentato in un ristorante dove la testimone era a cena con tre amici. Tra i commensali c'era anche uno stilista, chiamato in causa dalla stessa donna. La donna, su consiglio della propria legale, dopo essere stata insultata e minacciata aveva subito sporto denuncia. Resta da capire come l'uomo indagato abbia scoperto di esserlo nonostante l'inchiesta fosse ancora aperta.

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 15 Novembre 2021, 17:57
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