Benzina, taglio dei prezzi: quanto si risparmierà per il pieno

Benzina, in arrivo il taglio del prezzo: ecco quanto si risparmierà per il pieno

Prezzi alti ma fermi nelle stazioni di carburanti sulla rete nazionale in attesa che diventi operativo, all'indomani della pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il taglio delle accise su benzina e gasolio per un effetto di 25 centesimi al litro.

Una misura che varrà per circa 40 giorni, ha ricordato il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli (M5s) spiegando che «in questo arco di tempo misure più strutturali potranno calmierare definitivamente i costi delle materie energetiche». Comunque si tratta solo di «un primo step».

E infatti Movimento 5 stelle, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Confindustria nord e Cisl fanno pressing ritenendo le misure insufficienti e chiedendo al governo valutare il ricorso a uno scostamento di bilancio. Tutto per abbassare prezzi che sono oggetto di «una dinamica speculativa dato che non c'è carenza di prodotto», ha ribadito Patuanelli, confermando peraltro l'ipotesi di reato del fascicolo aperto dalla Procura di Roma per «manovre speculative su merci», ancora a carico di ignoti. Se saranno accertati illeciti, avverte il Codacons, «i responsabili andranno incontro ad una maxi-class action per conto di milioni di consumatori e imprese danneggiati dall'escalation dei listini».

Per Francesco Boccia, responsabile nazionale enti locali del Pd, invece «il governo è stato tempestivo, perché ha fatto in tempi rapidi quello che si poteva fare». Fra gli interventi strutturali previsti per contenere i prezzi anche la tassazione del 10% sugli extraprofitti delle società energetiche, «un extra prelievo, che consente un pacchetto di misure per 4,5 miliardi di euro, è prima risposta possibile», ha detto ancora Patuanelli a Rtl. Eni è fra queste e un portavoce interpellato al riguardo ha spiegato che è «presto per definire e fornire importi precisi, tuttavia le nostre stime preliminari più elevate indicano un ammontare pari a qualche centinaio di milioni di euro. Escludiamo in ogni caso qualsiasi impatto sulla nostra politica di remunerazione appena annunciata».

Profonda «insoddisfazione e preoccupazione» sulle misure del governo per arginare il caro energia dalla Confindustria del nord secondo cui il «sistema industriale italiano è a rischio paralisi».

I presidenti dell'associazione degli industriali di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte criticano i provvedimenti del Cdm perché «manca la determinazione necessaria in periodi eccezionali come quelli che stiamo vivendo». Sollecitano quindi ad «intervenire immediatamente, con ogni misura possibile e sostenibile, per compensare l'aumento dei costi dell'energia - anche attraverso un price-cap/tetto sui prezzi - e gli effetti delle sanzioni legate alla guerra per i settori o le imprese direttamente colpite. L'Italia e la sua industria stanno pagando il prezzo più alto d'Europa».

Fra i partiti Forza Italia con Tajani giudica «il taglio delle accise positivo, ma riguarda un mese. Credo che non sia sufficiente quello che è stato fatto, serve il prima possibile uno scostamento di bilancio». Sulla stessa linea Luca Ciriani, capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato secondo cui «il decreto del governo sul rincaro dei costi dell'energia è molto debole, arriva in ritardo ma soprattutto si dimostra incapace di mettere in sicurezza famiglie e imprese» e invoca «un intervento strutturato attraverso risorse maggiori recuperate o attraverso gli extraprofitti che lo Stato ha incassato, oppure con un nuovo scostamento di bilancio».

Ma su quest'ultima misura Patuanelli ripete quanto già spiegato dal governo: «Vanno fatti ragionamenti a livello europeo sul prezzo del gas, di rimando anche il costo del carburante. Anche per questo non si faranno in Italia scostamenti perché dobbiamo capire l'approccio comune a livello europeo».


Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Marzo 2022, 06:28
© RIPRODUZIONE RISERVATA