Banda degli 'spaccaossa', «così mi hanno spappolato un braccio»: 600 euro per farsi rompere un arto

Banda degli 'spaccaossa', «così mi hanno spappolato un braccio»: 600 euro per farsi rompere un arto

I racconti delle vittime della banda 'spaccaossa', sgominata oggi dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza di Palermo che hanno fermato 42 persone (ne abbiamo parlato qui su Leggo) sono atroci. Parla una donna, che racconta: «Trovandomi in grosse difficoltà economiche, ho saputo da una mia amica che c'erano persone che simulavano incidenti stradali per incassare i relativi premi assicurativi. Il 22 aprile di quest'anno Francesca è venuta a casa mia e mi ha proposto di guadagnare mille euro, io ho accettato la proposta e lei ha contattato Salvo La Piana al telefono e ci siamo accordato per vederci al mercato ortofrutticolo di Villabate alle 16».

Gambe e braccia rotte per truffare assicurazioni, anche un morto

«Giovanni mi ha raccontato di essersi fatto rompere pure lui, ma non da Salvo. Giovanni mi ha accompagnato al mercato ortofrutticolo e lì mi ha presentato Salvo che era venuto in macchina da solo. Insieme siamo andati a casa della mia compagna e lì ci ha raggiunti Francesca - continua la donna - Salvo ci ha spiegato che se mi fossi fatta fratturare mi avrebbe dato 600 euro per la frattura di un arto e 1.000 euro per la frattura di due arti, inoltre avrei avuto il 40% del premio assicurativo. Io ero titubante ed avevo provato a tirarmi indietro ma Salvo mi ha detto che avevano già affrontato delle spese per inscenare il sinistro per cui non mi sarei più potuta tirare indietro».

Banda degli 'spaccaossa', la testimonianza choc: «Mi hanno offerto birre e spinelli»

«A questo punto con la mia amica abbiamo deciso che io mi sarei fatta rompere solo un braccio mentre lei si sarebbe fatta rompere sia il braccio che la gamba - dice- Siamo usciti tutti insieme e Salvo mi ha detto che mi avrebbe fatto incontrare l'avvocato che avrebbe seguito la nostra pratica. Salvo ci ha portati a Villabate a casa del padre di un mio compagno di scuola delle elementari che si chiama Alessandro. (...) Quest'uomo mi ha rassicurato dicendomi che avrebbe curato lui la mia pratica e dato che già lo conoscevo potevo affidarmi a lui senza problemi. Questo avvocato ci ha quantificato l'ammontare del premio assicurativo. L'uomo ci ha detto che per la frattura di un braccio l'assicurazione avrebbe pagato 60.000 euro mentre per la frattura di braccio e gamba avrebbe pagato 120.000 euro, per cui noi avremmo incassato il 40% di quanto corrisposto dall'assicurazione. Siamo usciti da lì e Salvo ci ha portati a casa di Franco a Palermo dove abbiamo trovato ad aspettarci la moglie ed una ragazza giovane che loro chiamavano "la milanese" e Salvo mi ha detto che anche lei aveva intenzione di farsi "rompere". La moglie di Franco mi ha detto che era infermiera e che mi avrebbe fatto l'anestesia per non farmi sentire dolore e che per attuare la frattura avrebbero usato una mazza di legno per sentire meno dolore».

«Mentre ero a casa loro mi hanno parlato di questa ragazza che era lì, non ricordo il nome della ragazza, la chiamavano la milanese e Salvo mi ha detto che era una vagabonda che avevano trovato alla stazione e che si tenevano a casa in attesa di fratturarla, ricordo che poi ho rivisto questa ragazza dopo 3 o 4 giorni in ospedale- racconta - Appena siamo arrivati lì ci hanno fatto una puntura ad entrambe, dicendoci che si trattava di un anestetico. La prima persona che hanno "rotto" è stata la mia amica io sono rimasta fuori ad aspettarli (…) ho sentito lei che gridava. Lei è uscita e successivamente sono entrata io. Mi hanno fatto distendere a terra supina e mi hanno posizionato il braccio tra due mattoni e Popò mi teneva la testa girata per evitare che io guardassi. Poi Franco ha proceduto alla rottura del mio braccio in due punti ma io non ho visto cosa mi ha scagliato addosso». 

Lunedì 15 Aprile 2019, 17:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA