Avellino, esplosione al palazzo vescovile: arrestato l'attentatore

Attentato davanti al palazzo Vescovile di Avellino dove uno squilibrato ha posizionato un ordigno rudimentale. La bomba artigianale era composta da tre bombolette di gas da campeggio: l'attentatore, un uomo di 49 anni, poi bloccato, ha innescato l'ordigno prima di tentare la fuga.  Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe esplosa prima una sola bombola, attirando l'attenzione di chi era presente all'interno del Vescovato, tra cui il direttore della Caritas, Carlo Mele, e una pattuglia dei vigili urbani di servizio nella zona. Poi, le altre due. 

Londra, esplode un incendio in un grattacielo. La paura degli abitanti: «A 200 metri dal disastro di Grenfell Tower»

Nel tentativo di avvicinarsi al pacco, Carlo Mele, un vigile e una terza persona, sono rimasti lievemente feriti in seguito a un'altra piccola deflagrazione. Sul posto si sono portate subito le volanti della Polizia, i Vigili del Fuoco, la Municipale e la Scientifica.  Il sospettato è stato fermato poco dopo l'esplosione in una traversa nei pressi del Vescovato. Ad individuare l'uomo è stata una seconda pattuglia della Municipale. L'uomo è stato condotto presso il Comando dei Vigili per essere interrogato.

L'attentatore è un uomo disoccupato originario della provincia di Salerno, residente in Irpinia, già noto alle forze dell'ordine e frequentatore della mensa dei poveri di Avellino, diretta dalla
Caritas. Al momento dell'esplosione il vescovo, monsignor Arturo Aiello, era in sede. Si è detto «molto rammaricato» per l'episodio e si è accertato delle condizioni delle persone ferite. Sul posto gli agenti della Polizia scientifica, Vigili urbani e Vigili del Fuoco. Il sindaco, Gianluca Festa, si è recato nella Curia per manifestare solidarietà a monsignor Aiello e ai feriti.

ESPLOSIONE AD AVELLINO, IL RACCONTO 

«All'inizio pensavamo avessero incendiato il portone, poi abbiamo scoperto che si trattava di un ordigno». Carlo Mele, direttore della Caritas di Avellino, ricostruisce così gli attimi dell'esplosione nel palazzo Vescovile in cui è rimasto lievemente ferito. «Io, un agente della Polizia Municipale e un passante che stava provando a spegnere le fiamme, ne abbiamo pagato le conseguenze», racconta Mele.

Secondo la sua ricostruzione, il fatto è avvenuto mentre il Vescovo si preparava ad uscire: «Eravamo venuti a prenderlo, poi abbiamo visto le fiamme e quindi aperto mezzo portone. A quel punto c'è stata l'esplosione. Per fortuna l'altra anta del portone non si è aperta, altrimenti sarebbe potuta andare peggio».

Un episodio del genere non si era mai verificato ad Avellino e lo stesso Mele non riesce a darsi una spiegazione: «È strano anche l'orario dell'attentato, alle ore 17, quando Piazza Libertà è piena di gente. Questo mi fa pensare che abbia voluto esternare una sofferenza. Non provo risentimento verso di lui, anzi sono pronto ad incontrarlo
per ascoltare le sue ragioni
». 

Ad inchiodare l'attentatore ci sarebbero alcune testimonianze dirette oltre ai filmati delle telecamere di sorveglianza presenti davanti al Palazzo Vescovile e in piazza Libertà. Gli investigatori stanno verificando se l'uomo avesse avuto qualche contrasto con la Caritas nella frequentazione della mensa dei poveri.

ESPLOSIONE AD AVELLINO, LA DICHIARAZIONE DEL SINDACO

«Massima solidarietà e piena vicinanza a sua Eccellenza il Vescovo Arturo Aiello e alla Curia. Ovviamente un
augurio di pronta guarigione al direttore della Caritas, Carlo Mele. Sindaco, amministrazione e l'intera comunità sono al loro fianco. Il gesto di uno sconsiderato non deve né intimidirci né fermarci, anzi deve farci andare ancora avanti con maggiore impegno
». Lo ha dichiarato il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, che, dopo l'attentato al palazzo Vescovile, si è recato subito sul posto per seguire in prima persona la vicenda.

«Un ringraziamento va alla Polizia Municipale in particolare all'agente Pironti, rimasto ferito nel tentativo di evitare il peggio, ma voglio ringraziare anche la Mobile, il vice Questore Elio Iannuzzi, la Scientifica e i Vigili del Fuoco». Il primo cittadino, inoltre ha sottolineato anche l'importanza della collaborazione dei cittadini a cominciare da «Antonio D'Agostino, che ringrazio per il nobile gesto che ha compiuto. È stato il primo ad intervenire cercando di spegnere
le fiamme sul portone e rimanendo ferito. Molto importante è stata anche la collaborazione di altri cittadini che hanno aiutato gli agenti della Municipale ad individuare e fermare l'attentatore
»


ESPLOSIONE AD AVELLINO, ARRESTATO L'ATTENTATORE

Lunedì comparirà davanti al giudice per le udienze preliminari e, forse, sarà anche l'occasione per chiarire il suo gesto. Nelson Lamberti, il 49enne che ieri ha fatto esplodere un ordigno rudimentale davanti al Palazzo Vescovile di Avellino, ha trascorso la notte in carcere, presso la struttura di Bellizzi Irpini (Av). L'uomo, originario del salernitano, ma residente a Forino (Av), è stato bloccato poco dopo la deflagrazione, grazie anche alla collaborazione di alcuni cittadini che avevano assistito alla scena. Ad inchiodarlo ci sono proprio le loro testimonianze, oltre ai video delle telecamere di sorveglianza. Restano da capire le motivazioni. Il 49enne, disoccupato e con problemi di alcol era spesso ospite della mensa dei poveri di Avellino, struttura gestita dalla Caritas il cui direttore è Carlo Mele, rimasto lievemente ferito ieri
durante l'esplosione. Alla base del suo gesto potrebbero essere degli scontri avuti proprio nella mensa dei poveri. Le motivazioni, forse, verranno fuori lunedì quando l'uomo verrà interrogato, assistito dagli avvocati Nello Pizza e Nicola D'Archi.
 
Venerdì 23 Agosto 2019, 18:36
© RIPRODUZIONE RISERVATA