Assistenti civici anti-movida, il Viminale: «Noi non informati»

Assistenti civici anti-movida, il Viminale: «Noi non informati»

Assistenti civici: è polemica politica. «Le decisioni assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell'Interno, per l'istituzione della figura degli “assistenti civici” in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio». Lo si apprende da fonti del Viminale.

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Dopo le polemiche, la precisazione: «Quando si parla di assistenti civici parliamo di volontariato. Stiamo parlando di 16 ore settimanali che ciascuno può regalare al proprio comune per aiutare gli anziani, portare spesa e medicine, aiutare nell'organizzazione del distanziamento sociale, come ad esempio fuori dalle chiese o fuori dai parchi per contingentare gli ingressi. Nessuna vigilanza, ronda o sentinelle anti spritz. In caso di assembramenti non potranno chiedere i documenti ma solo segnalare a vigili e forze dell'ordine». Lo chiariscono fonti del ministero degli Affari Regionali.

L'idea del Governo era quella di dare una mano al Paese ma soprattutto ai Comuni collaborando a far rispettare il distanziamento sociale nei parchi, nelle spiagge e nei locali ed anche per sostenere la parte più debole della popolazione. Con questi obiettivi i sindaci arruolano appunto volontari maggiorenni, purché siano disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza o di ammortizzatori sociali. I volontari non potranno operare oltre il termine dello stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei ministri.

In serata a Palazzo Chigi si è svolta una riunione con il premier Conte e i ministri Lamorgese, Boccia e Catalfo sul progetto degli “assistenti civici”. I ministri proseguiranno nelle prossime ore nel mettere a punto i dettagli di questa iniziativa, che mira, per il tramite della Protezione civile, a soddisfare la richiesta di ANCI di potersi avvalere, per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato, con finalità di mera utilità e solidarietà sociale, anche attraverso la rete del Terzo Settore.
Questa iniziativa si inserisce nell’alveo di quelle già assunte dalla Protezione civile, che hanno portato a dislocare oltre 2.300 volontari nelle varie strutture ospedaliere, nelle RSA e nelle carceri. Non saranno “incaricati di pubblico servizio” e la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono tradizionalmente preposte le forze di polizia.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Maggio 2020, 21:07
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