Il dramma di Arianna, travolta e uccisa dalla valanga: a luglio era sopravvissuta alla strage sulla Marmolada

E anche oggi si è sfiorata la tragedia con una serie di valanghe in cui sono rimaste ferite tre persone

Il dramma di Arianna, travolta e uccisa dalla valanga: a luglio era sopravvissuta alla strage sulla Marmolada

Un doppio filo corre invece tra la Marmolada e gli alpinisti travolti nel pomeriggio di martedì 24 gennaio da una valanga sul Lagorai, in Trentino. Arianna Sittoni, la 30enne morta nell'incidente a valle di Forcella Ravetta, era scampata per un soffio al disastro dello scorso 3 luglio in cui morirono 11 persone. Quel giorno stava scalando la parete sud della Regina delle Dolomiti, senza sapere che sull'altro versante una parte di una calotta di ghiaccio si era staccata improvvisamente, travolgendo gli escursionisti. Venuta a conoscenza della tragedia, aveva scritto sui social: «Alla montagna non si comanda, ci si trova semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato». 

Travolta e uccisa da una valanga: Arianna Sittoni muore a 30 anni. Salvato l'amico

Valanga sul Lagorai: morta una giovane escursionista, grave un 36enne

Arianna uccisa dalla valanga, ferito l'amico

Anche il 46enne Guido Trevisan, sopravvissuto per miracolo alla slavina di martedì, è legato alla Marmolada: è stato infatti per 20 anni gestore del rifugio di Pian dei Fiacconi, distrutto a dicembre 2020 da una valanga. Inizialmente, aveva anche cercato di sostenere una raccolta fondi per la ricostruzione della struttura, abbandonando poi il progetto a causa della pericolosità della zona. Sittoni, che lavorava in un bar di Pergine Valsugana, aveva iniziato il percorso per diventare guida alpina, sognando di fare della propria passione un lavoro a tempo pieno. Ha così raccolto con entusiasmo la proposta di un'escursione sugli sci con l'amico Trevisan, vicino di casa e gestore del rifugio Caldenave.

Partiti di prima mattina, i due scialpinisti sono saliti fino a 2.100 metri di altitudine, dove sono stati investiti da una massa di neve probabilmente generatasi da un grosso accumulo dovuto al vento. Il bollettino valanghe avvertiva del rischio marcato di slavine sul quadrante del Trentino orientale, con grado di rischio pari a 3 su 5. Trevisan, malgrado le ferite agli arti inferiori, è riuscito a salvarsi. I soccorritori lo hanno trovato, provato ma ancora cosciente, grazie al localizzatore Artva. Il 46enne, che non è in pericolo di vita, è stato trasferito all'ospedale Santa Chiara di Trento a tarda notte. Per la giovane scialpinista 30enne invece non c'è stato nulla da fare.

Altre valanghe, tre feriti e tragedia sfiorata

A 24 ore dalla valanga sul gruppo del Lagorai, in cui è morta la scialpinista trentina, altri distacchi si sono registrati oggi sulle Dolomiti, tra il Trentino e il Veneto: anche oggi si è sfiorata la tragedia con una serie di valanghe in cui sono rimaste ferite tre persone. Valanghe, ribadiscono gli esperti, dovute al vento e alle abbondanti nevicate dei giorni scorsi che si sono andate a depositare su un manto di neve vecchia e instabile che non è in grado di 'trattenerè la massa nevosa.

Il primo distacco ha interessato la pista Fedare, sul Nuvolau, sopra Cortina d'Ampezzo, e fortunatamente non ha coinvolto né sciatori né scialpinisti, mentre il secondo è avvenuto sul Monte Padon, sul massiccio della Marmolada, nei pressi della pista Padon 2. Qui la slavina ha travolto una sciatrice veneziana di 52 anni che era uscita in fuoripista e che è stata sommersa da oltre un metro di neve. Soccorsa dagli altri sciatori, la donna è stata estratta e trasportata in elicottero in ospedale. Feriti anche un 25enne, investito da una valanga che si è staccata sopra Canazei, in Val di Fassa, nella zona della baita Fredarola vicino alle piste del Belvedere, e un'altra persona, estratta dalla massa di neve staccatasi dal monte Elmo a Sesto, in val Pusteria.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Gennaio 2023, 22:23
© RIPRODUZIONE RISERVATA