"Vorrei una app per addormentare le ragazze e farci sesso": post choc su Facebook, la bufera e le scuse

"Vorrei una app per addormentare le ragazze e farci sesso": post choc su Facebook, la bufera e le scuse

«Dovrebbero inventare un'app per smartphone che se vedi una ragazza carina in metropolitana e te ne innamori ti dice chi è, quanti anni ha, poi l'addormenta e ti fa fare sesso con lei. Si chiamerebbe "app per smartphone che ti fa fare sesso con le ragazze in metropolitana free". Free perché poi c'è pure la versione premium che ti fa sentire la musica gratis...». Bufera sul disegnatore Mattia Labadessa, popolare autore di strisce dallo humor nero e tagliente, che finisce nei guai per colpa di un post dai toni surreali pubblicato sul suo profilo Facebook.

Un post evidentemente fraintendibile date le numerose proteste scatenate, che è valso al suo autore accuse di sessismo ma anche di istigazione alla violenza sessuale. Sommerso da una valanga di segnalazioni, il post è stato rimosso dal social e il suo autore bloccato per 24 ore. Ventiquattro ore al termine delle quali Labadessa ha risposto alle accuse con un lunghissimo post nel quale, oltre a chiedere scusa, definisce la vicenda "assurda", parla di "enorme fraintendimento" e denuncia minacce.
«Per me - chiarisce il disegnatore - è inconcepibile anche solo pensare di avere una mentalità pro-stupro, è una cosa senza senso. Ancor più senza senso sarebbe dichiararlo con fierezza. Ancor più senza senso è paragonarmi ad uno stupratore per un post pensato male e scritto peggio, su Facebook [...]. Nella mia (a quanto pare bacata) testa l'ironia stava proprio in questo, "proporre un'app improponibile". Sottolineare, evidenziare una follia. Non giustificarla, non legittimarla, solo esasperarla».

«Questo - sottolinea - è quello che faccio continuamente anche con le mie vignette, cercando di portare all’estremo un concetto e di esagerare. Una cazzo di battuta infelice. Non una dichiarazione spontanea, non una voglia nascosta, nemmeno un’imposizione: una battuta triste. Certamente NON un inno allo stupro». «Per me - continua - è scontato che lo stupro sia una follia, per me è scontato che lo stupro sia inaccettabile, è così scontato che mi sono preso la briga di parlarne con leggerezza, dando per certo che nessuno potesse pensare "Labadessa vorrebbe stuprare una ragazza!". E il mio errore è stato proprio questo, trattare un tema così delicato con una leggerezza disarmante».
 

«Chiedo SCUSA - si legge ancora nel lungo post - a tutti quelli che si sono sentiti feriti da quella cazzata scritta senza pensarci, chiedo scusa se ho urtato la sensibilità di molti, chiedo scusa se quando scrivo le cose non ci penso mille volte prima di pubblicarle, perché visto quello che mi sta succedendo oggi, dovrei. Ormai mi stanno riempendo di minacce, insulti, meme e prese per il culo». «La sensibilità di una persona può essere ferita in mille modi diversi e il peso cambia in base a chi legge determinate parole. Quindi non posso fare altro che chiedere scusa, ma affermo (con consapevolezza) che si è trattato di un enorme fraintendimento», conclude.
Venerdì 26 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:30
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