Anziana legata al letto in ospedale in mezzo a urina e sangue

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Spunta il filmato che ritrae l’anziana ottantacinquenne, degente presso l’ospedale di Caserta, legata al letto tra lenzuola impregnate di urina e sangue. Il video, finora inedito, è stato mostrato da Eleonora Daniele nel corso della puntata odierna di Storie Italiane su Rai1.

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In studio, a commentare le immagini, il figlio della donna, Domenico Ciccarelli e Pasqualino De Marinis, direttore dell’UO neurochirurgia dell’ospedale di Caserta. Ciccarelli - che lavora come infermiere presso un altro ospedale - ha denunciato una scarsa assistenza da parte della struttura sanitaria: “Le immagini si commentano da sole. Mia mamma era in uno stato confusionale, era molto agitata e per contenerla è stata legata al letto: cosa che io non ho autorizzato”. Il direttore De Marinis ha replicato: “La paziente non è stata legata: essere legata, bloccata, a letto non vuol dire fermare solamente il solo polso di sinistra. La signora poteva, con movimenti inconsulti, causare danni a se stessa. La legge lo prevede: se il paziente può creare danni a se stesso, deve essere contenuto nella maniera più a-traumatica possibile”.


Il figlio della donna ha poi raccontato anche un episodio finora ignoto: “Mia madre ha oltrepassato le sbarre ed è caduta dal letto – ha spiegato Ciccarelli –. La vicina di letto di mia mamma, attraverso dei messaggi, diceva a mia sorella ‘tua mamma sta a terra, è caduta, si è rotta la busta’. Io sono andato all’ospedale e ho chiesto spiegazioni. Loro hanno negato, hanno detto che mia mamma non è mai caduta. Soltanto quando ho detto che sarei andato dai carabinieri hanno ammesso che è caduta. Quando uno cade la prassi è fare un accertamento, ma loro hanno detto soltanto ‘no, non si è fatta niente’."  Inoltre, secondo Ciccarelli, che per i fatti ha anche presentato una denuncia formale ai carabinieri, “hanno minacciato la signora ricoverata accanto a mia mamma e le hanno rotto il telefonino. I medici hanno detto alla signora ‘lei non deve più usare il telefono, la deve smettere con questo telefono’. Poi l’hanno spostata di stanza”.
Pronta la replica del direttore De Marinis: “Un paziente viene spostato da un letto all’altro perché ci sono delle necessità di disponibilità di posti letto”.

 
Martedì 11 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 12-12-2018 08:55
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1 di 1 commenti presenti
2018-12-11 19:30:58
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