Anna Bettozzi, l'aspirante popstar in manette per affari con la camorra
di Emilio Orlando

Anna Bettozzi, l'aspirante popstar in manette per affari con la camorra

Hanno fatto il pieno. Non di benzina ma di arresti, richiesti ed eseguiti da ben tre Procure. Tra le 71 persone finite in manette, c'è anche la 56enne imprenditrice romana del settore dei carburanti, Anna Bettozzi in arte Anna Bettz, cantante e ricca ereditiera del petroliere Sergio Di Cesare. «Ah Piè, io dietro c'ho la camorra!».

 

 

Era pienamente consapevole di chi erano i suoi nuovi soci in affari Anna Bettozzi. Lei, che si vantava al telefono di avere avuto come soci Tronchetti Provera e Berlusconi, aveva trovato più redditizio legarsi a gruppi camorristici. E gli affari non a caso andavano a gonfie vele.

 


Ma ieri all'alba i finanzieri del Gico ed i carabinieri del Ros hanno fatto irruzione nelle abitazioni degli indagati per notificare le ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal giudice per le indagini preliminari Tamara De Amicis. Per tutti le accuse vanno dall'associazione per delinquere di stampo mafioso (costituita per la commissione di plurimi reati tributari), all'illecita commercializzazione di prodotti petroliferi, al riciclaggio ed all'autoriciclaggio per agevolare le attività di associazioni di tipo mafioso.

 


I riflettori, neppure a drlo, si sono subito accesi sulla Bettozzi, cui viene attribuito anche il pagamento in nero di una parcella all'attore Gabriel Garko. Petrol Mafie Spa, così gli investigatori hanno battezzato la vasta operazione anticrimine che fatto emergere la gigantesca convergenza di strutture e pianificazioni mafiose nella commercializzazione di carburanti.

 

Il business miliardario di oltre un miliardo di euro, che consisteva oltre che nel contrabbando di benzina anche nella creazione di società cartiere che gestivano il trasporto con le cisterne, era stato messo in piedi da vari clan della camorra e della ndrangheta, come i Moccia, i Mazzarella e le cosche calabresi dei Mancuso, dei Bonavota, degli Anello, dei Piscopisani, dei Piromalli e dei Pelle. La cerniera, tra le organizzazioni criminali e la famiglia Di Cesare, secondo quanto è emerso dalle indagini era Felice D'Agostino. Quest'ultimo è marito di Virginia Di Cesare, figlia di Anna Bettozzi.
Amicizie pericolose, consulenti aziendali disonesti che, si presentavano come i salvatori e i ristrutturatori dell'azienda in crisi, hanno trascinato l'impero economico creato da Sergio Di Cesare ed ereditato dalla Bettozzi prima nel vortice dei debiti tributari, e poi nelle braccia del crimine organizzato. Le indagini sono ancora in corso e riguardano colletti bianchi e politici a servizio del business criminale.
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 9 Aprile 2021, 08:50
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