Vianello: «In onda con il giornale radio Rai da Leopoli tra le sirene di allarme»

Il direttore del Gr Rai con il suo team da sabato sono in diretta dall'Ucraina

Vianello: «In onda con il giornale radio Rai da Leopoli tra le sirene di allarme»

di Marco Castoro

Diciamo la verità: sulla guerra di Putin in Ucraina il servizio pubblico della Rai sta dando prova di grande efficienza onorando il contratto nel migliore dei modi. Oltre agli inviati televisivi ecco che ora scende in campo anche il giornale radio. E lo fa con il suo direttore Andrea Vianello, con il conduttore Paolo Salerno, l’inviata Azzurra Meringolo e i tecnici Massimo Savini e Massimo Vasciaveo.

Rai Radio1, Lunedì 7 marzo il Gr1 in diretta da Leopoli

Direttore Vianello, come e quando siete arrivati in territorio ucraino?

«Siamo arrivati sabato mattina a Leopoli, abbiamo attraversato la frontiera con la Polonia a piedi. È la città più grande di questa parte dell’Ucraina. Città storica e bellissima che sta vivendo le ore della paura e della tensione».

Che cosa l’ha colpita a prima vista?

«L’ondata piena di profughi che arrivano da ogni parte del paese nella speranza di andare via prima possibile. Una tensione che la tocchi da vicino anche se sembra una città tranquilla, ma basta guardare negli occhi le persone per capire che cosa stanno provando e lo si vede dal passo sempre affrettato di chi sa che il tempo è davvero prezioso».

Andare in Ucraina, scelta importante e coraggiosa.

«Questa è un’operazione giornalistica che il nostro team ha voluto fare per portare qui il giornale radio Rai nelle tre edizioni più importanti, quelle delle 8, delle 13 e delle 19 in diretta da Leopoli. Segno di vicinanza verso questa popolazione aggredita. Il servizio pubblico è anche andare dentro i fatti da vicino e metterci la faccia».

Avete già avuto la percezione dei pericoli della guerra?

«Sabato sera è suonato l’allarme, siamo dovuti scendere sotto l’hotel. Gli allarmi scattano in questi giorni spesso, a volte sono anche falsi allarmi perché basta che i radar vedano qualcosa anche in lontananza che scatta lo stato di allerta».

I vertici Rai come hanno preso la vostra decisione?

«Personalmente ho informato il nostro ad Carlo Fuortes. Lui è stato subito dalla nostra parte in questa iniziativa complicata che ci sembrava doverosa raccontare dal vivo e metterci la faccia».


Ultimo aggiornamento: Martedì 8 Marzo 2022, 10:06
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