Andrea, morto per un selfie: «Sul tetto non c'erano protezioni, mio figlio non era come è stato descritto»
di Alessia Strinati

Andrea morto per un selfie, il padre denuncia: «Sul tetto non c'erano protezioni, mio figlio non era come è stato descritto»

Il padre di Andrea Barone, il ragazzo di 15 anni morto dopo essere caduto da un palazzo per farsi un selfie, parla della tragedia che ha colpito la sua famiglia. «É caduto per decine di metri, senza nemmeno che ci fossero grate intermedie», afferma, denunciando il fatto che sul tetto del centro commerciale Sarca a Sesto San Giovanni non ci fossero delle protezioni.

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«Mio figlio non ha scavalcato muri o cancellate, nessuno della sicurezza gli ha impedito di salire sul tetto e non c'erano grate a coprire il condotto in cui è caduto», prosegue in un'intervista a La Stampa, «Non c'era nessuno della sicurezza che glielo impedisse. Se ci fossero state le grate intermedie di protezione, mio figlio non si sarebbe sfracellato». L'uomo ricorda Andrea come un ragazzo come tanti: amava giocare a calcio, andava a scuola, aveva la fidanzatina, aveva voglia di vivere e di divertirsi come ogni adolescente di 15 anni.

In merito alla foto pubblicata prima della morte il padre chiarisce: «Quella è una foto di un paio di anni fa. L'ha scattata assieme a un amico sul terrazzo del centro commerciale U2 di Cusano Milanino, dove abitiamo. Era il luogo dove si trovava con la sua compagnia. Se uno andasse dall'altra parte vedrebbe che un paio di metri sotto c'è un grande balcone». Non era quindi Andrea, come sostiene il papà, un ragazzo che sfidava la morte. Ora la famiglia si trova ad affrontare una vera tragedia e su questo i social non aiutano, lo stesso genitore ha ammesso che la sorella di Andrea ha appreso la morte del 15enne da Instagram e dai numerosi messaggi degli amici, prima ancora che lui o la madre potessero dirglielo. 
Lunedì 17 Settembre 2018, 09:29
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