Si amputa la mano tagliando la legna: la raccoglie e i medici gliela riattaccano in 9 ore

Torino, si amputa la mano tagliando la legna: la raccoglie e i medici gliela riattaccano in 9 ore

Si amputa la mano, la raccoglie e i medici gliela riattaccano. Quella di mercoledì 17 luglio non è stata proprio una giornata normale per Giacomo Aimar, pensionato di Cervasca (in provincia di Cuneo). Si avvicinava l'ora di pranzo e, come fatto già altre centinaia di volte, Giacomo stava facendo legna per il camino, nel giardino della sua villetta. All'improvviso l'incredibile incidente: Giacomo si volta di scatto e la sega circolare gli amputa la mano all’altezza del polso.

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La scena è surreale, da film dell'orrore: l'uomo riesce da solo a legarsi l’avambraccio con una corda per fermare il sangue e telefona immediatamente al cognato Guido, che abita dall’altra parte della strada, per chiedere aiuto.
Nell’attesa, entra in casa e con una calma impensabile riesce addirittura a cambiarsi i vestiti. Quando arriva il cognato e lo vede in quelle terribili condizioni, non ha ovviamente il coraggio di andare a "recuperare" la mano mozzata. Lo fa Aimar, che la infila in una busta di nylon e la porta con sè in ospedale. 

«È stata una distrazione, non me ne sono accorto. Stavo prendendo la legna da una cassetta sulla destra della sega circolare, ho visto il sangue, mi sono voltato di scatto e la mano sinistra non c’era più», ha raccontato in seguito il pensionato al quotidiano La Stampa. 

Poi la corsa in auto, disperata, fino all’ospedale di Cuneo e il trasferimento in elicottero al Cto di Torino. In sala operatoria c'erano la chirurga Maddalena Bertolini e la dottoressa Elisa Dutto, di origini cuneesi. L'intervento per il reimpianto, delicatissimo, è durato 9 ore ma è riuscito in maniera perfetta e Giacomo ha avuto modo di tornare a godersi, dopo la riabilitazione, la meritata pesione nella sua villetta di Cervasca.

«A volte ci lamentiamo della sanità, invece è andato tutto benissimo -ha detto il pensionato sempre al quotidiano torinese-. Merito della straordinaria professionalità ed efficienza delle due équipe mediche del Santa Croce e del Cto, che ringrazio di cuore. Anche durante i dieci giorni di ricovero, ho ricevuto grande cortesia, disponibilità, solidarietà. Tutto perfetto».



 
Ultimo aggiornamento: Lunedì 16 Settembre 2019, 13:27
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