Alluvione, guai anche per i balneari: a Senigallia stabilimenti distrutti. «Danni oltre 700mila euro»

Lo storico stabilimento 'Scalo zero', completamente distrutto, è l'emblema della devastazione

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di Redazione Web

L'alluvione nelle Marche degli ultimi giorni ha messo in ginocchio anche i balneari di Senigallia. Lo storico stabilimento 'Scalo zero', completamente distrutto, è l'emblema della devastazione. «Lo avevamo rilevato un anno fa e inaugurato a dicembre, ci avevamo investito più di due milioni di euro e ora guardate come è ridotto», racconta all'ANSA il proprietario, Cristian Ramazzotti. Che invoca aiuti immediati: «La stima precisa dei danni ancora non ce l'abbiamo, ma di certo stiamo sopra i 700-800 mila euro - sottolinea l'imprenditore - Se Comune, Regione e Governo non intervengono immediatamente con sostegni economici è impossibile ripartire».

«Ho un'altra attività che nel 2014 venne alluvionata e i risarcimenti li abbiamo presi dopo 6 anni - racconta ancora Ramazzotti - Questa volta non possiamo permettercelo, i soldi servono adesso e non parlo solo per me, ma credo di poter parlare a nome di tutti i colleghi e imprenditori di Senigallia coinvolti in questo disastro». Non solo. «Non siamo in grado nemmeno - dice l'imprenditore - di far fronte alle bollette energetiche di agosto, il governo provveda immediatamente a mettere in atto un sistema che rinvii i pagamenti».

Ramazzotti parla dando le spalle al mare e alla sua spiaggia, dove il fango ha preso il posto della sabbia. «Giovedì sera abbiamo seguito tutto quello che stava accadendo dalle telecamere - racconta - ad un certo punto il fiume di fango, soprattutto quello che arrivava dalla città e quindi dal lungomare Marconi, si è impossessato dello stabilimento». Lo «Scalo zero» si estende per circa 6 mila metri quadrati: «Qui - dice l'imprenditore indicando un ammasso di detriti - avevano realizzato un ristorante pizzeria e un bistrot, in spiaggia avevamo 180 ombrelloni e tre campi per fare sport, adesso è tutto cancellato». «L'acqua ha scavato fino a 4 metri di profondità in spiaggia - fa vedere Ramazzotti - è tutto da rifare, non si è salvato nulla».

 

In riva al mare ci sono tronchi d'albero e qualche giocattolo lasciato dai bambini nelle settimane scorse. Qualcuno, approfittando della giornata di sole, passeggia con lo sguardo rivolto alla devastazione. Se lo 'Scalo zero' è l'emblema, molti altri stabilimenti balneari non stanno messi meglio. Proprietari e squadre di volontari sono da ore al lavoro per rimuovere il fango e ripristinare quel poco che si è salvato. Per tutti l'obiettivo è tornare a riaprire i locali al più presto, se non altro i ristoranti che sarebbero rimasti aperti al di là della stagione estiva ormai agli sgoccioli.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Settembre 2022, 20:13
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