Alessandro, morto a 16 anni: travolto in moto da un furgone. Il dolore del fratello: «Eri dolce e solare»

Alessandro, morto a 16 anni: travolto in moto da un furgone. Il dolore del fratello: «Eri dolce e solare»

Chioggia in lutto per la tragica morte di Alessandro Spanio. Non aveva ancora 17 anni (li avrebbe compiuti ad agosto), ma stava crescendo, tra nuove esperienze e scelte di vita autonome. Quella vita, però, si è tragicamente spezzata all'improvviso, nella notte tra lunedì e martedì, quando un furgone lo ha travolto e ucciso mentre era in sella alla sua moto.

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La moto, nuovissima, gli era stata regalata dal papà. E questa estate, come racconta Diego Degan per Il Gazzettino, stava iniziando a riservargli tante soddisfazioni: una ragazza con cui aveva iniziato a frequentarsi, il primo lavoro estivo in spiaggia e la scelta, approvata dai genitori, di cambiare indirizzo dopo il primo biennio di nautico all'Itis Righi. Alessandro stava diventando gradualmente adulto, stava provando le prime esperienze di vita tipiche dell'adolescenza, ma sempre in maniera tranquilla e costruttiva.

Il fratello minore, Gianluca, lo ricorda così: «Era dolce, spensierato, educato, gentile, solare e, a suo modo, riservato». Alessandro, però, avevano iniziato a conoscerlo anche i clienti del Camping Tropical, dove aveva iniziato a lavorare, sistemando i lettini e gli ombrelloni per i bagnanti. «Proprio il pomeriggio prima dell'incidente, mi ha portato il lettino in spiaggia. Abbiamo parlato del caldo. Un ragazzo molto gentile e tranquillo», ricorda una cliente. I gestori del Camping Tropical, in cui lavorava da circa due mesi, raccontano invece: «Mai visto un ragazzo così gentile e così buono, tutti lo apprezzavamo per il suo buon carattere, al limite della timidezza. Siamo rimasti tutti scossi dalla notizia e cercheremo, in qualche modo, di essere vicini alla famiglia».

Alessandro, infatti, aveva scelto di lavorare in estate anche per ripagare la fiducia dei genitori che, poche settimane fa, gli avevano regalato una moto 50cc. Proprio con quella moto, si spostava sia per andare al lavoro, sia per incontrare gli amici e la ragazza con cui aveva iniziato a frequentarsi. Pur essendo molto riservato e non avendo profili social, Alessandro amava stare con gli amici ed è stato proprio tornando da casa di uno di loro che è stato travolto e ucciso da un Fiat Doblò. «Non era uno che correva o uno spericolato, era sempre prudente e attento. Bastava guardare il suo sorriso per capirne il carattere, era timido e gentile allo stesso tempo», racconta il cugino Marco. Il dolore che stanno provando ora mamma Monica e papà Massimo, capitano sui battelli Actv a Venezia, non può neanche essere lontanamente immaginato se non da chi è stato costretto dalla vita ad affrontare una simile situazione.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 6 Luglio 2022, 12:26
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