Alessandra uccisa dall'ex, insulti choc dopo la morte: «Era troppo provocante». E lui ora fa il pieno di followers

Sui social la realtà viene capovolta: lei diventa quella che "se l'è cercata", lui la vittima la cui vita è rovinata

Alessandra uccisa dall'ex, insulti choc dopo la morte: «Era troppo provocante». E lui ora fa il pieno di followers

Alessandra Matteuzzi aveva 56 anni ed è una della tante, troppe vittime di femminicidio di questo 2022 grondante sangue. Perseguitata per mesi, è morta ad agosto di quest'anno, massacrata a martellate dal suo ex compagno, il calciatore Giovanni Padovani, che la aspettò sotto casa per ucciderla. Fin qui storia nota, raccontata tante volte in questi mesi dai giornali, ma ciò che sta emergendo più di recente è (se possibile) ancora più inquietante e dovrebbe far riflettere.

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Lui diventa vittima, lei «se l'è cercata»

Padovani, prima di finire in carcere, su Instagram aveva 270 followers: ora sono oltre quintuplicati, oltre 1.250, e il numero continua a crescere. Tra messaggi e commenti, si fa largo un allucinante ribaltamento dei ruoli: Alessandra diventa «una che se l’è andata a cercare», Giovanni la vittima la cui vita è rovinata. Ne parla oggi Claudia Guasco sul quotidiano Il Messaggero: sui social tanti insulti alla donna uccisa, mentre per lui solo giustificazioni. Una ragazza scrive: «Lui 27 anni, calciatore, modello bello come il sole. Lei 60 anni, narcisista, lo ha traviato e usato in tutti i modi, se l’è fatto fino al giorno prima della sua morte per poi sparire come sempre».

 

La famiglia di Alessandra però non ci sta a vedere questo inaccettabile revisionismo: negli ultimi mesi oltre 25 persone sono state denunciate dai parenti della vittima e anche in questi giorni sono in arrivo nuove querele. Come spiega l'avvocato Chiara Rinaldi, «monitoriamo i social ogni giorno, gli hater sono diventati più subdoli, raffinati. Dopo i commenti di insulti alla vittima, adesso giustificano Giovanni Padovani e attribuiscono a lei comportamenti che avrebbero portato l’uomo a impazzire. Un conto è la libertà di espressione, ma qui potrebbe configurarsi il reato di istigazione alla violenza di genere».

L'avvocato ha recuperato e sta recuperando quegli insulti sui social, uno screenshot alla volta. Uno dei primi post segnalati e denunciati, scrive Il Messaggero, fu scritto dal direttore regionale della Croce Bianca (poi sospeso): «Comunque anche lei come andava conciata, ovvio che il ragazzo era geloso», scriveva. Poi rincarava la dose: «Comportatevi più sobriamente come le nostre nonne, non siate scostumate e provocanti e gran parte delle aggressioni saranno evitate, la colpa prima di tutto è del mondo di oggi totalmente fuori controllo, la donna fa l’uomo e viceversa, ma dove siamo arrivati?».

Ma non è il solo a pensarla così: «Ne conosco di donne simili a lei che arrivano a usarti come uno zerbino finché non sprofondi nella m...a e loro godono, in questo però lui ha pensato bene di farle capire che ci vuole rispetto, purtroppo per lui è andato oltre e adesso si è rovinato la vita». E ancora, su Alessandra: «Un’altra santa. Chissà che ha fatto per arrivare a tutto ciò, sicuramente l’avrà tradito». Lui invece? «È una bravissima persona. Le anime troppo sensibili vengono strangolate dalla vita. Noi amici siamo con te sempre! A maggior ragione in un frangente come questo». C'è chi invece insulta direttamente tutte le donne: «Qua siete tutte a infamarlo, due giorni prima dell’omicidio gliela avreste data subito senza fiatare».

E infine: «Daiii, il giorno prima avevano fatto l’amore e poi il giorno dopo mentre era al telefono con... facendo finta che aveva paura di Giovanni, per l’amor di Dio non lo voglio difendere perché togliere una vita una persona non lo decide nessuno però neanche è giusto dire che lo amava mentre stava con altri. È poi una donna di 60 anni che ci faceva con un ragazzo di 27 e cosa ha fatto per farlo innamorare e uscire pazzo, perché è un ragazzo che non ha avuto mai problemi con la legge, che pensava solo a giocare a pallone. I conti non tornano». L'ultimo sfregio due settimane fa, in parco poco lontano dalla sua casa, dove era stata dedicata ad Alessandra una panchina rossa: la sorella Stefania aveva portato su quella panchina un mazzo di fiori e un biglietto. «Alessandra, la tua storia fa rumore, resterai sempre nei nostri cuori». Sono stati rubati entrambi.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 9 Gennaio 2023, 13:47
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