Aiazzone, Biella intitola una strada all'icona anni 80
di Giammarco Oberto

Aiazzone, Biella intitola una strada all'icona anni 80

Molto prima che Ikea entrasse nelle nostre case c'era lui. Giorgio Aiazzone, classe 47, era un giovane rampante. Aveva ereditato la fabbrichetta di mobili del padre e in pochi anni l'aveva trasformata in un impero grazie alle tv di Berlusconi che muovevano i primi passi. Ora la sua città, Biella, ha deciso di intitolargli una via: la mozione in Consiglio comunale è passata all'unanimità, senza discussioni.

E non poteva essere altrimenti per quello che per un decennio è stato il re indiscusso del mobile, un'icona dell'ottimismo Anni Ottanta, quando all'improvviso gli italiani si trovarono un po' più ricchi e decollava il modello di consumismo sfrenato che diventerà il marchio dei decenni futuri. Un impero, quello di Aiazzone, nato grazie agli spot martellanti in tv e ai jingle orecchiabili che chi c'era ha ancora stampati in testa 35 anni dopo. Indimenticabile la zazzera del guru delle televendite Guido Angeli, che ruotava la mano e diceva «provare per credere», «consegna in tutta Italia, isole comprese», «l'invito a pranzo con gli architetti». Tutto finito il 6 luglio del 1986, quando Aiazzone si schiantò con un piccolo aereo privato nel Pavese. Ora avrà una via, da percorrere sognando gli Anni Ottanta.
Ultimo aggiornamento: 09:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA