«Affranto per aver ucciso la mia ex,
voglio pagare tutto ciò che è giusto»

Le dichiarazioni di Turetta al gip. Ma non cita mai il nome di Giulia

«Affranto per aver ucciso la mia ex, voglio pagare tutto ciò che è giusto»

di Giammarco Oberto

La confessione del delitto che ha sconvolto l’Italia è durata meno di un minuto. Sono appena passate le 10 del mattino quando nel carcere di Verona Filippo Turetta si siede davanti alla gip Benedetta Vitolo e al pm Andrea Petroni. Assistito dal suo legale Giovanni Caruso, il ragazzo si avvale della facoltà di non rispondere. «Ma ha ritenuto doveroso rendere dichiarazioni spontanee con le quali ha sostanzialmente confermato le ammissioni fatte alla polizia tedesca» ha detto il suo legale, Giovanni Caruso, al muro di telecamere e microfoni che lo attendevano all’esterno del carcere.

Eccola, la sua dichiarazione. «Sono affranto, dispiaciuto per la tragedia che ho causato. Non voglio sottrarmi alle mie responsabilità, voglio pagare quello che sarà giusto per aver ucciso la mia ex fidanzata. Sto cercando di ricostruire nella mia memoria le emozioni e quello che è scattato in me quella sera. Fin da subito era mia intenzione consegnarmi e farmi arrestare. Questa era la mia intenzione». Meno di un minuto. Per chiudere così: «Ora sono molto stanco e non mi sento di aggiungere altro». Con occhi lucidi ma senza lacrime, lo studente esce dal primo incontro con i magistrati, che abbandonano il carcere mezz’ora dopo esservi entrati.

E non cita mai il nome di Giulia: «La mia ex fidanzata», dice. Neppure una parola per la famiglia Cecchettin.

Certo, è il primo round. Il suo legale ha le carte in mano solo da lunedì e deve pianificare la strategia, anche in base alle accuse formulate dal pm. La procura di Venezia, diretta da Bruno Cherchi, non ha contestato per il momento altre aggravanti al 21enne, in attesa del prosieguo delle indagini. Si attende l’esito degli esami scientifici e dell’autopsia, prevista per venerdì all’istituto di medicina legale di Padova. Il legale di Elena, sorella di Giulia, l'avvocato Nicodemo Gentile, chiede che Turetta venga accusato anche di stalking, perché ha «dimostrato di essere un molestatore assillante», con «fame di possesso» e un «uso padronale del rapporto», anche con «chiamate e messaggi incessanti». L'omicidio gli è servito, conclude, per «gratificare la sua volontà persecutoria».

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 29 Novembre 2023, 06:00
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