I turisti stranieri fuggono: Italia senza pass Covid-free

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di Francesco Bisozzi

«Gli americani hanno già scelto dove trascorreranno le vacanze: in Grecia, nelle isole Covid-free». Parola di Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, che punta il dito contro il lento progredire delle vaccinazioni che minaccia il turismo: «Avevamo proposto di seguire il modello della Grecia, però al momento da noi non si può. 
Il passaporto vaccinale arriverà bene che va a giugno, ma è adesso che la gente prenota e se non ha garanzie preferisce non rischiare. A luglio e agosto terranno solo le località di mare, grazie alla domanda interna».

 

 

 

 

Insomma, dopo la beffa della Pasqua alle Canarie, poi rientrata, gli albergatori si preparano a nuovi temporali. Critica anche Ivana Jelinic, la numero uno di Fiavet: «Soffrono le isole, in Sardegna e Sicilia le prenotazioni non decollano, complici i ritardi sui voli nazionali Covid tested. E gli italiani che prenotano si buttano tutti sugli appartamenti e le ville al mare e in campagna per un soggiorno con il distanziamento. Le coste laziali stanno vivendo in questa fase un boom di prenotazioni senza precedenti». Le previsioni per luglio e agosto: a livello nazionale, spiega il presidente di Federalberghi, gli albergatori si aspettano un calo delle presenze del 50 per cento rispetto al periodo pre-Covid, più in meno in linea con quello dello scorso anno. «Sarà più severo nelle città, da Roma e Firenze, che con ogni probabilità bisseranno le performance del 2020, quando gli arrivi risultarono inferiori dell’80 per cento. Nel loro caso l’assenza degli stranieri ha un peso notevole. Le località balneari si salveranno: stimiamo per luglio e agosto il 10 per cento di presenze in meno rispetto al 2019», prosegue Bernabò Bocca. 

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GIOIELLI VUOTI
Per alcuni gioielli, come Capri, si prevede che in piena estate i turisti saranno il 30 per cento in meno di due anni fa. E, sempre a proposito di isole, come detto non aiutano i ritardi sui collegamenti a prova di virus. Questa settimana l’ad di Adr, Marco Troncone, ha invitato il governo nel corso di un’audizione in commissione Trasporti alla Camera ad adottare il modello Adr sui voli Covid tested a livello nazionale e sulle destinazioni strategiche per il Paese per sostenere la ripresa del turismo in vista della stagione estiva.

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Il Leonardo da Vinci è stato precursore nell’attivare i corridoi sanitari che permettono lo spostamento in sicurezza dei passeggeri. Dallo scorso 8 dicembre, quando è stata avviata la sperimentazione sui voli Covid tested transoceanici a Fiumicino, primo scalo in Europa ad attivarli, sono stati oltre 7.500 i passeggeri testati all’arrivo, e solo negli ultimi 2 mesi i viaggiatori che hanno utilizzato i voli Covid tested di Alitalia da New York sono aumentati del 132 per cento. 


IMPENNATA DI COSTI
«Iniziano a esserci le prime richieste di informazioni, ma la gente ancora non sta prenotando per il periodo estivo, perché con il prolungarsi dei divieti e l’incertezza sulle riaperture le persone sono molto titubanti. Sarà un’estate last second», spiega al Messaggero la presidente della Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo.

«L’unico segmento che sta registrando un andamento fortemente favorevole è quello delle case vacanza», continua Ivana Jelinic, «nonostante ci sia stata un’impennata dei costi, che in alcune località sono persino triplicati, gli italiani percepiscono questa soluzione come più sicura». Abbiamo chiesto a Marco Celani, amministratore delegato di Italianway, primo operatore sul mercato italiano degli affitti brevi: «Su italianway.house abbiamo già raccolto quest’anno prenotazioni per 2,5 milioni di euro, in aumento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2020. I Millennials hanno voglia di mare, gli over 55 preferiscono destinazioni secondarie come Termoli. Prenotano nelle città d’arte ad agosto inglesi e israeliani, grazie al successo dei vaccini in casa loro. Tutti chiedono per prima cosa se le case hanno un wifi potente». 


Più ottimista il ministro del Turismo Massimo Garavaglia che conta molto sul lasciapassare europeo, oltre che su un’accelerata dei vaccini, e promette una stagione estiva migliore di quella dello scorso anno. L’attuale clima di incertezza, con la bella stagione che incombe, tuttavia per adesso non fa ben sperare. A gennaio il comparto turistico italiano, illustrano i dati di Demoskopika, ha registrato 14,4 milioni di pernottamenti e 4,8 milioni di turisti in meno rispetto allo stesso mese del 2020. Lo scorso anno il calo complessivo totale è stato di 232 milioni di pernottamenti e di oltre 67 milioni di arrivi sul 2019. La flessione della spesa turistica ha superato i 20 miliardi di euro.
 


Ultimo aggiornamento: Sabato 3 Aprile 2021, 02:17
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