La tante nuove regole della nostra vita al tempo del virus dalle quali (purtroppo) non ci libereremo più
di Marco Mottolese

La tante nuove regole della nostra vita al tempo del virus dalle quali (purtroppo) non ci libereremo più

Scena 1: “ Signore e signori, benvenuti a Roma. L’aereo è arrivato in orario. Al fine di garantire la vostra sicurezza vi preghiamo di rispettare alcune regole per lo sbarco. Alzatevi dal vostro posto solo quando il passeggero davanti a voi sta per uscire, non prima, rispettate i tempi”.

 

Scena 2 : “Scusi, controllore, una domanda: il treno è partito e se qualcuno non avesse il green pass?” . “Scende alla prima stazione e ai piedi del treno trova la Polfer”. “Ma il treno fino a Milano non si ferma”. “Troverà la Polfer a Milano”.

 

Scena 3: “Sai, non ricordo più se in macchina si può andare in tre o quattro persone e se queste persone devono essere tra loro parenti, conviventi, sposati, congiunti genitori o figli.

 

Scena 4: “Ok lei ha il green pass ma il tampone lo ha fatto?” .

 

La vita, durante la pandemia si è fatta complessa. Mi colpisce la tranquilla accettazione di tutte queste nuove regole da parte delle persone così come (ne ho già scritto) l’abnegazione di chi lavora ai controlli, che facili non sono. Però, osservando quanto accade alla gente in movimento, mi  rendo conto che alla fine sarà stato più facile organizzare i controlli che smontarli quando (speriamo) non saranno più necessari. Certo, ogni regola, ogni legge, all’inizio tende ad essere rispettata in maniera pedissequa e poi piano ad essere dimenticata; ricordiamo tutti che le cinture di sicurezza, in macchina - piuttosto che il parlare al telefono - erano regole ferree che nel tempo si sono notevolmente allentate però, quelle regole, facevano capo solo a due estremi: chi le doveva controllare in maniera statistica ( la polizia ferma qualche auto, mica tutte)  e chi, eventualmente , rispettare o infrangere; invece, nel caso delle regole “Covid” le cose sono diverse.

 

Una buona parte di chi lavora nei servizi pubblici è stato “de facto” preposto al controllo degli altri per far sì che la massa si allinei giocoforza a quanto richiesto, sia informata, non sgarri, pena non partire, non entrare, pagare multe salate, entrare in un’area di ludibrio pubblico perché spesso l’inosservanza viene stigmatizzata alla luce del giorno, in fronte a tutti coloro che invece osservano con attenzione e fanno buon viso a cattivo gioco: una sorta di rappresentazione dell’immunità di gregge morale. Dal momento che nessuno di noi sa quando il Covid sarà debellato (e se lo sarà) allo stesso tempo nessuno sa quando effettivamente le regole pandemiche verranno smontate. Anzi, almeno in Italia, è un crescendo continuo di regolamentazioni che impegnano le nostre giornate dedicando faticose attenzioni a momenti che un tempo scorrevano in automatico, come l’acqua di un fiume sotto un ponte .  

 

La vita, così, è stata infarcita di nuove regole e relativi controlli che impegnano sia chi controlla che colui che deve essere controllato, e quello che mi stupisce è la rapidità con la quale la quasi totalità delle persone sottostà a tutto questo non dico per vivere, ma per sopravvivere. Da una parte questo lasciarsi controllare docilmente è un atto di solida e civile coscienza comune dall’altra , se ci pensiamo bene, è un sistema stringente per allineare e regolamentare i cittadini in un momento di gestione totalitaria che un po’, diciamocelo, disturba .

 

La soglia di controllo dei cittadini si è alzata notevolmente; la democrazia è essere liberi perché anche gli altri lo siano ma, nel momento in cui si alzano i toni del controllo, si riduce la libertà del singolo a favore del controllo di tutti e, non so perché, vedendo l’accettazione tutto sommato serena, da parte di tutti noi che vogliamo comunque vivere, immagino che difficilmente si tornerà indietro. Ripeto, mettere in piedi un sistema di regole è più semplice che smontarle, quelle regole “innovative” per cui, ad esempio, immagino che negli aerei, da ora in poi, si uscirà sempre fila per fila, così come  sarà difficile vedere un’auto colma di gente in numero superiore a quello assegnato dalla fabbrica di quella vettura.

 

Dall’inizio di questo secolo l’uomo ha fatto di tutto per assegnare alla tecnologia una funzione di semplificazione e di sveltimento delle pratiche; oggi la stessa facilitazione torna utile per gestire controlli che, senza la rete, non potrebbero avvenire . Dunque , può sembrare strano, ma il digitale, che l’uomo ha pensato per migliorare la propria vita, oggi si presta invece perfettamente a gestire una necessità di screening generale che ci mette tutti in condizione di essere perfettamente controllati.

 

Quindi ci siamo allenati per quasi venti anni per essere “tecnologicamente” pronti al passaggio del virus?  Come fosse, questo momento, la cartina di tornasole della disponibilità dell’umanità a sottostare a se stessa   - persone controllano altre persone che a loro volta sono controllate -  per essere tutti convinti che stiano eseguendo il loro lavoro di controllori. Un essere infinitesimale ha avuto il potere che neanche i grandi dittatori della Storia hanno mai avuto trovando alleati ovunque e spingendoci dentro questa democrazia assolutista che nessuno , nei paesi di chiara e storicizzata libertà, aveva conosciuto dopo la seconda guerra mondiale.  Questo, per me, l’impatto decisamente più forte della pandemia nella vita degli uomini.

 

Chissà se, spostando in avanti la supina accettazione dei controlli, non  prendano corpo alcune delle profezie distopiche dei grandi pensatori che ci hanno preceduto come, ad esempio, Elias Canetti il quale, nel suo “Masse e potere” assume il fatto che la massa non può esistere se non come contrappeso di un’altra soverchiante entità: il Potere. Alla proliferazione della massa deve rispondere la “tenebrosa solitudine del potente “. E che dunque il virus sia alleato del Potere perché la sovrappopolazione nel mondo pretende maggior controllo su quanto accade per le strade del mondo?

 


Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Settembre 2021, 21:48
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