Coronavirus, alla ricerca della via di fuga che ci permetta di tornar a guardare le stelle. Mentre la nostra vita, cambia
di Marco Mottolese

Coronavirus, alla ricerca della via di fuga che ci permetta di tornar a guardare le stelle. Mentre la nostra vita, cambia

Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente”. Mi sveglio e ho in mente questa frase del Presidente Mao, citazione oscura che da sempre lascia tutti perplessi. Se c'è confusione perché mai la situazione è eccellente? Un poeta scrisse: “L'individuo esce dal caos, procede”, un verso che ho serbato tra quelli amati. Dunque, incrociando Mao al poeta è chiaro che, per procedere, si parte sempre dal caos (la vita non è sorta dal caotico brodo primordiale?) e poi - prima o poi...- se ne esce. Pensavo a questo meditando sul nodo che aggroviglia la nostra società.

 

Da una parte ci sono i fatti: c'è un virus impertinente, un mondo che si sente schiacciato e oppresso da un essere invisibile, come un insetto insolente del quale non riusciamo in nessun modo a liberarcene. Qui alberga la Scienza, la nostra contraerea, che ha armato una difesa strenua; operano i governi, che cercano di regolarizzare la confusione che si è impadronita delle nostre vite. Dall'altra c'è il “dibattito”, le idee del singolo, le mezzetacche che pensano solo a dire la loro, le prese di posizione, le scelte, i consigli, la comunità che si divide, l'orgoglio delle proprie idee da difendere fino a farne un gonfalone da palio. Di questa lotta tra i due poli il caos si nutre, si gonfia, trabocca, si impadronisce della realtà. Mi sono illuso, negli ultimi tempi, di potermi confidare al Direttore: “Davide, non c'è molto da aggiungere a questa "serie" che sceneggia il Coronavirus da mesi, magari stacco” ma, ogni volta che penso di farlo, ecco che i media mi ricordano che siamo sempre immersi fino al collo. Ma quale è la strada per rimanere in equilibrio in momenti come questi? Ecco apparirmi come un ologramma Oscar Wilde: “Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle".

 

Così, per l'ennesima volta, intuisco che c'è sempre qualcuno che trova prima degli altri una via di fuga, mentale -non fisica- dalle situazioni disperate e che questi “fuggiaschi” si portano avanti non solo per salvaguardia di sé stessi ma inconsciamente per indicare una via, spingere anche gli altri, in qualche modo, "a guardare le stelle".

 

Per dire che, tra il verbo della Scienza e il melting pot delle idee di strada, esiste una “via di mezzo”, praticata dal Buddha e teorizzata, più o meno nella stessa epoca, da Aristotele, percorso che permette di appropriarsi del "giusto" che alberga sia da una parte che dall’altra per edificare una formula che permetta di convivere con situazioni estreme senza squilibrarsi. #Covidtelling, dunque, non è (più) necessariamente cronaca di quanto accade ogni giorno ma reportage del lento ma inesorabile cambiamento. Per questa ragione ora non posso fermarmi, perché è necessario raccontare cosa accade nella via di mezzo mentre il pensiero si sposta in avanti e la vita, a nostra insaputa, muta.

 


Ultimo aggiornamento: Sabato 17 Luglio 2021, 14:56
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