Coronavirus, monitoraggio regioni: Rt resta sotto 1 ma ancora molti focolai attivi Regione per Regione

Continua il trend positivo dell'andamento della curva dei contagi da coronavirus. Nessuna Regione, infatti, ha fatto registrare un RT maggiore di 1. Questo il risultato del monitoraggio del ministero della Salute-Iss sugli indicatori per la cosiddetta Fase 2 relativi alla settimana tra il 25 e il 31 maggio.

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Focolai
«In quasi tutta la Penisola sono documentati focolai di trasmissione attivi. Tale riscontro, che in gran parte è dovuto alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti, evidenzia tuttavia come l'epidemia in Italia di Covid-19 non sia conclusa». Lo evidenzia il monitoraggio del ministero della Salute-Iss sugli indicatori per la cosiddetta Fase 2 relativi alla settimana tra il 25 e il 31 maggio.


Regione per Regione
Sono tutte con l'indice Rt sotto l'1 le regioni italiane monitorate dal ministero della Salute e dall'Istituto Superiore di Sanità. Il periodo di riferimento riguarda i casi con data prelievo/diagnosi settimana del 25-31 maggio maggio confrontati con la settimana del 18-25 maggio. In testa con zero contagi resta la Basilicata mentre in coda c'è la Lombardia con un Rt a 0,91 contro lo 0,75 della settimana precedente, mentre la Campania, che la settimana scorsa era ancora in fase di monitoraggio, ora riporta un indice allo 0,58 Ecco le Regioni italiane ed il relativo indice di contagio:

SETTIMANA 18-24/05 SETTIMANA 25-31/05

Abruzzo, 0,67 - 0,76
Basilicata 0 - 0
Calabria 0,13 - 0,37
Campania in fase di definizione 0,58
Emilia Romagna 0,55 - 0,58
Friuli Venezia Giulia 0,9 - 0,76
Lazio 0,74 - 0,75
Liguria 0,58 - 0,48
Lombardia 0,75 - 0,91
Marche 0,55 - 0,86
Molise 2,2 - 0,59
Provincia Autonoma di Bolzano 0,57 - 0,86
Provincia autonoma di Trento 0,88 - 0,86
Piemonte 0,5 - 0,58
Puglia 0,62 - 0,78
Sardegna 0,51 - 0,14
Sicilia 0,75 - 0,55
Toscana 0,59 - 0,72
Umbria 0,94 - 0,65
Valle d'Aosta 0,8 - 0,47
Veneto 0,65 - 0,61.


I tempi del contagio
Verosimilmente molti dei casi di Covid-19 notificati in questa settimana in Italia «hanno contratto l'infezione 2-3 settimane prima», e quindi «durante la prima fase di riapertura, tra il 4 e il 18 maggio 2020». È quanto viene fatto notare nel rapporto di monitoraggio curato dall'Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute, con cui si fotografa l'andamento dell'epidemia di coronavirus Sars-Cov-2 nel Paese. Gli esperti collegano molti casi positivi di questi giorni alla prima fase di riapertura considerati «i tempi tra esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica».


La quarantena
Le misure di lockdown in Italia «hanno effettivamente permesso un controllo dell'infezione da SARSCoV-2» ma «persiste, in alcune realtà regionali, un numero di nuovi casi segnalati ogni settimana elevato seppur in diminuzione» e «questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante». Lo rileva il monitoraggio ministero Salute-Iss in cui si richiede «rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l'igiene individuale e il distanziamento fisico.


Sanità non sovraccaricata
«Si rileva un forte miglioramento della qualità e dettaglio dei dati inviati dalle Regioni al ministero della Salute e all'Istituto Superiore di Sanità e discussi nella Cabina di Regia». Così il nuovo rapporto sul monitoraggio Covid-19 ministero Salute-Iss in cui si sottolinea che «complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell'impatto dell'infezione da SARS-CoV2 in Italia è favorevole con una generale diminuzione nel numero di casi ed una assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali».


IL RAPPORTO DEL MINISTERO
Le misure di lock-down in Italia hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 sul territorio nazionale pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle 21 Regioni/PPAA. La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente alla prima fase di transizione, è complessivamente positiva.

Permangono segnali di trasmissione con focolai nuovi segnalati che descrivono una situazione epidemiologicamente fluida in molte Regioni italiane. Questo richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico.

È necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali per continuare a favorire la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche.




 
Ultimo aggiornamento: Domenica 7 Giugno 2020, 09:43
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