Coronavirus, in Italia 15.113 casi: superati i mille morti, 1.258 guariti. Iss: forse minore circolazione al Sud. Primo morto in Umbria

La Protezione civile ha diramato il bollettino legato ai casi di coronavirus in Italia. I contagi complessivi dall'inizio dell'epidemia sono adesso 15.113, dei quali 1.258 sono guariti e 1.016 sono deceduti. In questo momento le persone positive al coronavirus in Italia sono 12.839. Rispetto a ieri, i contagi sono aumentati di 2.249 persone; i guariti sono cresciuti di 213 unità; i deceduti di 188. Sono 1.153 i malati in terapia intensiva, 125 in più rispetto a ieri.

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Umbria, prima vittima. Primo morto in Umbria di un paziente con diagnosi di coronavirus. È successo all'ospedale di Perugia, secondo quanto comunica la direzione dell'Azienda. Il decesso è avvenuto nella struttura di Rianimazione dove il paziente di 66 anni, originario del comune di Città di Castello, era ricoverato da due giorni. Le sue condizioni era apparse subito gravi già durante il ricovero presso l'ospedale di Città di Castello.

Il 98% dei deceduti dall' inizio emergenza Coronavirus ha più di 60 anni. Il dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione civile. Il 67% delle vittime, inoltre, aveva «almeno una patologia pregressa».

«Ci sono oltre 4 milioni di dispositivi sanitari distribuiti, solo oggi è stato distribuito 1,2 milioni di mascherine. E distribuiremo da un milione a un milione e mezzo di mascherine al giorno. I ventilatori (per la terapia intensiva, ndr): ai 325 dei giorni scorsi se ne aggiungono altri 116 in distribuzione a Lombardia, Marche e Veneto», ha detto il commissario Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione civile.


 
Istituto superiore di sanità: il quadro al Sud. «È possibile che al Sud possa esserci una circolazione più limitata del nuovo coronavirus e che i picchi di pazienti che necessitano di terapia intensiva non siano così importanti come è stato al Nord, a patto che si rispettino le attuali misure stringenti di contenimento». Lo afferma all'agenzia Ansa il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro: «Al Sud i casi sono ancora limitati e se si agisce in un momento iniziale della curva epidemica si può intervenire in modo significativo. Ancora più cruciale, in tali aree, è dunque il rispetto delle misure».

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Ultimo aggiornamento: Venerdì 13 Marzo 2020, 07:27
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