Coniugi spariti, Benno incastrato dalla fidanzata: ecco tutti gli indizi contro di lui
di Michela Allegri

Coniugi scomparsi a Bolzano, il figlio Benno incastrato dalla fidanzata: ecco tutti gli indizi contro di lui

Si è costituito, andando spontaneamente in procura quando ha saputo dai suoi avvocati che sarebbe stato fermato. Ma Benno Neumair, il figlio della coppia bolzanina scomparsa da quasi un mese, non ha confessato di avere ucciso i genitori. L'accusa che lo ha portato in carcere in attesa della convalida del fermo, comunque, è duplice omicidio aggravato e occultamento dei cadaveri, che non sono ancora stati trovati. La svolta nell'inchiesta è arrivata a 25 giorni di distanza dalla scomparsa di Peter Neumair e Laura Perselli e una decina di giorni dopo l'iscrizione di Benno nel registro degli indagati. Sono state fondamentali le analisi svolte nei laboratori del Ris. Le ultime sono state effettuate sui vestiti che il trentenne indossava il giorno del presunto omicidio che sono stati consegnati agli inquirenti dalla ragazza con cui aveva passato la notte e che è indagata - come atto dovuto - per favoreggiamento. Anche le sue dichiarazioni sono state importanti: «Veniva sempre con i mezzi, quel giorno aveva la macchina».


Gli indizi contro Benno Neumair


Ma si tratta dell'ultimo tassello di un puzzle più ampio: agli atti ci sono i rilievi sulle tracce di sangue trovate sul ponte sull'Adige vicino alla discarica Ischia Frizzi, che appartengono a Peter Neumair, in un punto dove il figlio è stato visto al volante della Volvo dei genitori. Ci sono altre tracce trovate proprio sull'auto della coppia. E molto altro. Benno per il momento non è stato interrogato e non ha confessato, come chiariscono i suoi legali, gli avvocati Flavio Moccia e Angelo Polo. È nel carcere di Bolzano, in attesa dell'udienza che dovrebbe svolgersi lunedì davanti al gip Carla Scheidle.


L'ipotesi di chi indaga è che Benno abbia gettato i corpi dei genitori nell'Adige. Ma per ricostruire le tappe del giallo di Bolzano bisogna tornare al 4 gennaio scorso, quando Peter Neumair e Laura Perselli, insegnanti in pensione, spariscono nel nulla. All'alba del 5 gennaio, Benno torna a casa dopo la notte trascorsa a casa di Martina, a Ora. Non si preoccupa non vedendo i genitori. «Pensavo dormissero», racconta. Ed è il primo elemento ritenuto sospetto. Il 5 gennaio, insieme alla zia, si presenta dai carabinieri per denunciare la scomparsa. A preoccuparsi è stata la sorella Madé, che vive a Monaco di Baviera.

L'ipotesi degli inquirenti è che il trentenne abbia ucciso la madre e il padre e, dopo avere caricato i cadaveri in macchina, li abbia gettati nell'Adige da un ponte di Vadena, in prossimità della discarica Ischia-Frizzi. Un dettaglio è importante: il 22 gennaio, vicino al parapetto del ponte, i carabinieri trovano sulla neve una traccia di sangue. Le analisi dei Ris confermano che si tratta di quello di Peter Neumair. Un dato sembra certo: Benno è passato in quella zona in auto. I pm sono convinti che il giovane abbia lanciato nel fiume i cadaveri prima di andare da Martina.


La testimonianza della fidanzata


Una dichiarazione della ragazza viene considerata importante: «Veniva sempre con i mezzi, quella sera invece è venuto in macchina. Gli ho lavato i vestiti». Gli stessi abiti, consegnati agli investigatori, sono stati analizzati dal Ris in questi giorni. Un altro tassello: i cellulari della coppia vengono spenti verso le 21.30 del 4 gennaio. Una cella li aggancia per l'ultima volta al Ponte Roma, a sud di Bolzano, dove una telecamera riprende la Volvo guidata dal figlio. Benno - sostiene - stava andando da Martina. Il percorso da Bolzano a Ora durerebbe 25 minuti, ma lui ci mette un'ora. E alle 21.57 Benno spegne il suo cellulare per circa mezz'ora a poca distanza c'è il ponte di Vadena.

 

Poi, la Volvo: sono state trovate tracce ematiche sulla portiera di guida. Ma in auto c'era anche una bottiglia da 800 cl di acqua ossigenata, acquistata da Benno in un emporio, forse per pulire le macchie. L'auto, inoltre, è stata sequestrata poco prima che il giovane la facesse lavare in un autolavaggio.


E il movente? Si scava nella quotidianità della famiglia. Benno era tornato a Bolzano da un anno dopo avere vissuto in Germania e in Spagna. Appassionato di culturismo, era diventato dipendente dagli anabolizzanti. Le liti, hanno raccontato conoscenti e parenti, erano frequenti. Sembra che nell'ultimo periodo i genitori avessero chiesto la restituzione di parte della somma pagata per le tasse universitarie, visto che visto il figlio non si era laureato in Matematica, ma si era iscritto a Scienze motorie.


Ultimo aggiornamento: Sabato 30 Gennaio 2021, 17:11
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