Autovelox vietati su zone30 e superstrade sotto i 70 km orari: nuove regole per i sindaci

Nel decreto Salvini previsti da marzo paletti su velocità e distanziamenti

Autovelox, nuove regole per i sindaci: vietati nelle zone30 e sulle superstrade sotto i 70km/h

di Francesco Pacifico

Per i sindaci diventerà impossibile montare autovelox nelle zone30. Nella sua battaglia contro le multe elevate «solo per fare cassa», Matteo Salvini si accinge a presentare a breve il conto ai Comuni con un decreto ad hoc. Nel provvedimento, atteso a marzo, c’è in primo luogo lo stop ai rilevatori per la velocità nelle aree dei centri storici dove auto e moto non possono superare i 30 km all’ora, lanciate - anzi rivendicate con enfasi - dai primi cittadini di Roma, Milano o Bologna. Il che ha creato non poche frizioni con il governo.

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Sulle strade extraurbane, poi, sarà di fatto impedito quell’alternare frenetico di limiti di velocità sullo stesso tratto, dove si passa a poca distanza da 100 a 60 chilometri orari, che fa impazzire gli automobilisti e che finisce per essere foriero di sanzioni spesso salatissime grazie agli autovelox collocati in questi punti: infatti i misuratori non potranno essere installati sulle strade provinciali e regionali, se il limite previsto è già inferiore ai 90 chilometri orari. 


IL TESORETTO
Dopo aver scoperto che nel 2023 i Comuni hanno incassato 1,535 miliardi di euro (+6,4 per cento rispetto al 2022) il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, non ha nascosto un certo sconcerto. «Non c’è assolutamente nulla di sbagliato negli autovelox - la premessa - se vengono messi per salvare vite vicino a scuole, ospedale e su strade dove ci sono molti incidenti». Invece, «se vengono moltiplicati dalla sera alla mattina anche su stradoni a due corsie per fare cassa e tassare gli automobilisti, sono semplicemente un’altra tassa». E dalla parole si accinge a passare a breve ai fatti: a marzo arriverà il decreto interministeriale Autovelox, scritto dagli uffici dell’Interno e delle Infrastrutture e atteso da circa 14 anni. 


CRITERI
L’obiettivo è evitare i “rilevatori selvaggi”, imponendo ai Comuni una serie di criteri per installare queste strumentazioni: su quali strade, a quanta distanza tra loro, su come segnalarli agli automobilisti. «I sindaci - aveva promesso lo stesso leader della Lega ai microfoni di Rai Radio1 - dovranno spiegare perché li mettono e dove e con quale motivazione».

Il codice della strada oggi prevede soltanto che gli autovelox si possono collocare sulle strade comunali senza la presenza di un agente che contesti la violazione commessa: l’importante è che l’apparecchio sia ben visibile e segnalato da cartelli posti ad almeno 80 metri di distanza. Nel decreto voluto da Salvini intanto è previsto che fuori dai centri abitati ci debba essere almeno un chilometro tra il rilevatore e il cartello che ne annuncia il suo funzionamento. Anche nei centri storici, ci deve essere un’adeguata segnalazione. Di più, sarà previsto anche un distanziamento - non ancora quantificato - tra un apparecchio e l’altro. 


Nel decreto interminesteriale sarà chiarito che gli autovelox possono essere utilizzati soltanto se c’è una reale esigenza di tutelare la sicurezza della circolazione e di stimolare comportamenti virtuosi. In alcuni tratti dovrebbe anche tornare la contestazione immediata della sanzione. Per esempio quando le rilevazioni sono effettuate con l’uso di dispositivi a bordo di un veicolo in movimento.


Più in generale i rilevatori - in Italia ce ne sono 23 ogni mille chilometri di strada - dovranno essere autorizzati dalla Prefettura. Sul fronte delle strade, come detto, i misuratori potranno essere montati in quelle comunali soltanto dove il limite di velocità non è inferiore ai 50 chilometri orari, comprese le zone30. Sulle extraurbane nessun rilevatore se c’è il divieto di non superare i 90 chilometri orari, venti in meno rispetto all’andatura massima di 110: se l’obbligo è di percorrere quel tratto è a 70 km/h, i sindaci non possono installare le apparecchiature di controllo elettronico. 
 


Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Febbraio 2024, 14:25
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