AstraZeneca anche agli under 60, a giugno 1 milione di vaccinati al giorno

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di Mario Ajello

L’Aifa aveva suggerito l’utilizzo del vaccino AstraZeneca soltanto per gli over 60, dopo lo stop di tre giorni all’utilizzo di quel siero in Europa a causa di una serie di reazioni avverse sospette. Adesso invece l’orientamento scientifico sembra cambiare. E il generale Figliuolo segnale questo passaggio di fase nelle sue dichiarazioni di queste ore. Quelle su fatto che si sta valutando di estendere AstraZeneca alla «classe di età inferiore ai 60, e questo lo si potrà fare sulla base degli studi. Ne sto parlando con l’Istituto Superiore di Sanità e con il Comitato tecnico-scientifico dell’Aifa», dice il commissario governativo all’Emergenza e alla campagna vaccinale. La linea è che per accelerare e per arrivare al più presto all’immunità di gregge i vaccini vanno usati tutti, naturalmente stando ben attenti alle loro caratteristiche e alle condizioni di sicurezza.  AstraZeneca è consigliato a determinate classi di età ma l’Ema, l’agenzia europea, dice che va bene per tutti. In Gran Bretagna lo hanno fatto in 21 milioni di persone, ci sono effetti collaterali infinitesimali. 

Astrazeneca, Figliuolo: «Valutiamo dosi agli under 60». Vaccinati gli atleti che andranno alle olimpiadi

IL PROGRAMMA - La svolta annunciata su AstraZeneca rientra nel cambio generale del piano vaccinazioni a partire dalle prossime settimane. da adesso in poi non si aspetterà più di aver messo in sicurezza gli over 60 per passare alla vaccinazione di massa. Basterà averlo fatto con gli over 65. La notizia, filtrata nei giorni scorsi, è stata confermata dal commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, che ha dichiarato: «Quando avremo messo in sicurezza gli over 80, 70 e 65 si potrà dare la possibilità alle aziende di vaccinare il proprio personale e superare il concetto di classe di età». L’idea è insomma completare la vaccinazione degli over 65, per poi aprire all’immunizzazione senza fasce d’età e forse senza neppure la prenotazione. Utilizzando anche le aziende. Il tutto da fine maggio. E sfruttando anche centri vaccinali nelle località turistiche. Per incrementare le somministrazioni si conta anche sui 30 mila medici di famiglia che hanno aderito alla campagna e sulle farmacie. Il piano è: chi ha più di 30 anni si presenta e si vaccina.

LE FASCE - Al momento la fascia d’età maggiormente assistita è quella degli over 80, circa 6 milioni 700 mila somministrazioni. Segue la fascia 70-79 con oltre 4 milioni, quindi la fascia 60-69 con quasi 3 milioni. Mano a mano che si scende verso i più giovani, i numeri diminuiscono. Ma dopo i primi mesi di vaccinazioni dedicate quasi esclusivamente agli over 65, spuntano le prime date su quando a immunizzarsi saranno i 40enni e i 50enni. A maggio arriveranno 17 milioni di fiale, a giugno se ne attendono 30 milioni. Qualora si rispettasse il ritmo delle vaccinazioni, intorno alle 500 mila al giorno, allora presto potrebbe toccare alle fasce anagrafiche più giovani. L’ipotesi è che a fine maggio si possa partire con le prenotazioni della fascia dai 45 ai 49 anni, con inizio delle vaccinazioni a metà giugno. Poi toccherebbe alle persone dai 40 ai 44 anni, che inizierebbero a essere immunizzate a inizio luglio. Vaccinando tutti gli over 40, a fine luglio si raggiungerebbe l’immunità di gregge per il 60 per cento. A settembre, invece, si toccherebbe l’80 per cento. Numeri e prospettive in linea con il piano vaccinale e con l’accelerazione che si sta cercando di imprimere. 

L'OBIETTIVO - Come dice il generale Figliuolo, il dato delle 500 mila iniezioni al giorno non è un traguardo, ma un punto di partenza perché l’obiettivo è sfiorare il milione di dosi quotidiane da giugno. I rallentamenti dovuti ai ritardi delle consegne dei vaccini sembrano quindi un lontano ricordo. E insomma, completare gli over 65 per poi aprire all’immunizzazione senza fasce d’età e senza prenotazione. Attualmente gli over 60 non sono stati tutti vaccinati: fino ai 79 c’è gente ancora in attesa. Discorso diverso per la fascia degli over 80, quasi interamente coperta seppur con qualche eccezione (in Sicilia, per esempio, ci sono forti resistenze nei confronti di AstraZeneca e questo ha portato a vaccinare con la prima dose solo il 69 per cento degli anziani. Con l’AstraZeneca valido per tutti, lo sprint viene dato per certo dalle autorità sanitarie e la frase retorica del «si comincia a vedere una luce in fondo al tunnel» (quello della pandemia) potrebbe pian piano sembrare sempre meno aleatoria e più rispondente ai dati di fatto. 

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Ultimo aggiornamento: Lunedì 3 Maggio 2021, 16:27
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