Arrivano le pagelle per le toghe
Stretta sui magistrati fuori ruolo

Via libera dal cdm ai decreti attuativi: voti ogni 4 anni, da “ottimo” a “negativo”

Arrivano le pagelle per le toghe Stretta sui magistrati fuori ruolo

di Alessandra Severini

La tensione fra governo e magistratura, salita dopo le parole del ministro Crosetto sul rischio di una «opposizione giudiziaria», rischia di trasformarsi in uno scontro aspro dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri di due decreti legislativi in materia di giustizia. Il primo riguarda la disciplina dell'ingresso in magistratura e le valutazioni sulla professionalità delle toghe, il secondo introduce una stretta sul collocamento fuori ruolo dei magistrati.

Nei testi non entra invece la norma di cui pure aveva discusso la riunione tecnica pre-consiglio sull'introduzione di test psico-attitudinali per le toghe. Un'idea a suo tempo accarezzata anche da Silvio Berlusconi e che ha fatto subito scattare campanelli d'allarme nella magistratura. Per ora non se ne fa niente ma è possibile che l'esecutivo torni alla carica in un prossimo provvedimento.

Il primo disegno di legge prevede che il fascicolo personale del magistrato, una specie di pagella che ne valuta l'operato, venga aggiornato costantemente. Le valutazioni della toga, con promozioni o bocciature, verranno fatte ogni 4 anni tenendo conto di una serie di criteri, fra cui produttività (ovvero numero e qualità dei procedimenti trattati), diligenza, imparzialità, impegno ecc. Con la riforma, oltre a una valutazione positiva o negativa potrà esserci anche una valutazione non-positiva (che è diversa da negativa): in questo caso il magistrato rimane in magistratura, è rivalutato dopo un anno e perde aumento di stipendio e progressione di carriera.

Maggiore rilievo, rispetto al passato, viene dato alla sussistenza “di gravi anomalie” sull'esito delle fasi e gradi del procedimento e del giudizio.

L'altro decreto riguarda la collocazione fuori ruolo dei magistrati ordinari, amministrativi e contabili. I 17 articoli fissano confini molto più rigidi di quelli oggi esistenti. Non potranno essere collocati fuori ruolo prima di 10 anni di effettivo esercizio della giurisdizione e dovranno comunque trascorrere tre anni fra un incarico e l'altro. Ancora, viene ridotto il numero massimo di magistrati collocati fuori ruolo e viene sancito il principio della necessaria sussistenza di un interesse dell'amministrazione di appartenenza per consentire l'incarico fuori ruolo.

Il periodo trascorso fuori ruolo o in aspettativa per lo svolgimento di incarichi elettivi o di Governo (anche presso gli enti locali) non verrà considerato nella valutazione e quindi il magistrato che assuma tali incarichi vedrà di fatto sospesa la propria progressione in carriera ed economica. Infine, il magistrato potrebbe essere trattenuto se lavora in un ufficio giudiziario in cui c'è carenza di organico.

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Ultimo aggiornamento: Martedì 28 Novembre 2023, 06:00
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